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Migranti, siete al sicuro come i napoletani: arriva la flotta di De Magistris

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de magistris

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e la “piccola flotta” salva migranti: ‘costruiremo barche, pronti anche ad un maxi processo’

Il tre marzo scorso il quotidiano Il Mattino di Napoli titolava: “Comune di Napoli verso il crac, de Magistris scrive a Conte”.

Sono trascorsi poco più di quattro mesi e il sindaco di Napoli, invece di preoccuparsi dei napoletani, rilancia l’intenzione di voler formare una flotta per salvare i migranti.

“Stiamo costruendo una piccola flotta, velieri, gommoni, barche perché siamo disposti ad andare a soccorrere. Voglio vedere se si fa un maxiprocesso, a Napoli abbiamo anche l’aula bunker”.

Queste sono le dichiarazioni del sindaco Luigi De Magistris a Lampedusa durante il convegno intitolato: “Lampedusa e il Mediterraneo, la vie della bellezza e dell’accoglienza”.

Un’iniziativa lodevole caro sindaco ma quando si amministra una città, e “tocca fare i conti” con il bilancio, forse varrebbe la pena riflettere prima di azzardare certe proposte.

Se prendiamo in considerazione la situazione dei trasporti, della sanità e il numero di disoccupati a Napoli, diventa surreale pensare di “investire” tempo e denaro per una flotta che dovrebbe soccorrere migranti.

Per non parlare del decreto sicurezza, che da un punto di vista giuridico complicherebbe non poco le operazioni di una ipotetica ONG napoletana: un investimento con probabilità di riuscita pari a 0.

Il magistrato Luigi De Magistris

Il sindaco De Magistris, che di certo non è uno sprovveduto in materia, dovrebbe saperlo: stiamo parlando di un magistrato.

In questi ultimi anni si ha come l’impressione che la massiccia migrazione dall’Africa verso l’Europa sia motivo di “sfide” tra opposte fazioni politiche.

Ne abbiamo avuto prova in questi ultimi giorni grazie al comportamento di alcune ONG che hanno deliberatamente “sfidato” il Governo italiano mentre l’opposizione saliva a bordo per sostenere la capitana.

Ma quand’è che qualcuno prenderà in seria considerazione l’ipotesi di un dialogo costruttivo nel comune intento di trovare soluzioni concrete? Basta con questi personalismi in cerca di consenso.