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Mihajlovic, dramma per il mister del Bologna: «Non sono lacrime di paura»

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Mihajlovic

Dramma nella vita dell’ex calciatore Sinisa Mihajlovic: in una recente intervista ha confessato cosa gli sta succedendo e quale sarà il suo futuro lavorativo.

Sinisa Mihajlovic, nato jugoslavo ma da moltissimi anni adottato dall’Italia, è stato uno dei calciatori più forti che ha militato nel nostro campionato.

Ha giocato in tutti i maggiori club, dall’Inter alla Roma, dalla Lazio alla Sampdoria. Nel 2006 ha lasciato la professione per avvicinarsi a quella di allenatore, proprio nell’Inter.

È sposato dal 2005 con Arianna Rapaccioni, soubrette, dalla quale ha avuto 5 bellissimi figli.

Dopo un 2018 passato allo Sporting Lisbona, è ritornato in Italia per allenare il Bologna. Da ben 5 anni questa squadra milita in serie A.

Sicuramente l’acquisto della squadra, nel 2014, da parte del canadese Joey Saputo, con le grandissime migliorie fatte, ha permesso la rinascita di un club più volte retrocesso in serie B negli anni precedenti.

Con una conferenza stampa svoltasi oggi, Mihajlovic ha voluto essere onesto con i fan e raccontare cosa gli sta accadendo, sicuro di avere l’appoggio di tutta la squadra.

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Tutta la vicenda è nata pochi giorni prima di partire per il ritiro estivo quando dei semplici esami del sangue di routine hanno rivelato della anomalie.

Come ogni sportivo anche Sinisa è sottoposto a continui check up, l’ultimo a febbraio di quest’anno, dove la situazione era tutta in regola.

Poco prima della partenza per il ritiro invece, i suoi esami erano fortemente alterati e il medico sociale del Bologna ha avuto subito un forte sospetto, confermato il giorno dopo.

Si tratta di leucemia acuta, una malattia di cui 20 anni fa non si poteva parlare per via della sua letalità; in questo momento invece ci sono grandi speranze di salvezza.

Con l’accordo di tutta la società Mihajlovic rimarrà al suo posto di allenatore ma ovviamente alcune cose cambieranno per via delle cure a cui si dovrà sottoporre.

Sinisa ha confessato che, dopo una notte passata a piangere, si è tirato su e ha deciso di combattere.

Le sue parole sono d’esempio per tutti: “Non sono lacrime di paura, non ho paura della malattia. Dobbiamo attaccarli alti in campo e fare gol. Io devo usare la stessa tattica che mi piace giocando a calcio. Io questa sfida la vincerò”.

Forza Sinisa! Tutto il mondo, sportivo e non, è con te in questa dura battaglia!