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Scienza e Ambiente

Miscanto: scoperta la pianta “magica” che purificherà l’Italia (e non solo)

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miscanto

Una pianta in grado di ripristinare i terreni degradati e purificarli dai metalli pesanti e con tanti altri utilizzi: scopriamo insieme tutti i segreti del miscanto.

Il miscanto è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia, della famiglia delle graminacee, introdotta circa 60 anni fa in Europa come pianta ornamentale.

Ma ben presto sono state scoperte altre qualità di questa coltura che cresce bene anche nelle nostre terre, come la produzione di biomassa.

Quello che non si conosceva ancora era la capacità del miscanto di poter cambiare il destino del nostro Paese (e non solo) ripristinando i terreni degradati .

Quali sono le potenzialità del miscanto?

Biomassa. Questa caratteristica è sicuramente la più conosciuta e anche apprezzata dai contadini che riescono a produrre grandi quantità di biomassa a costi contenuti.

La biomassa prodotta dal miscanto può essere poi impiegata per la produzione di carte da imballaggio, usata come materia combustibile per la produzione di cippato o pellet oppure per la produzione di bioenergia.

Bonifica dei terreni. Il miscanto grazie al suo apparato radicale molto esteso riesce ad assorbire dal terreno sostanze inquinanti e metalli pesanti.

In questo modo compie un’azione di bonifica e filtraggio delle sostanze dannose che possono portare al degrado dei terreni ripristinando gli equilibri biologici.

Hanno testato questa potenzialità del miscanto in una ricerca promossa dal Gruppo di azione locale “Gran Sasso Velino” in Abruzzo.

Hanno coltivato la pianta in terreni critici della Piana del Fucino, un’area abruzzese molto inquinata e degradata ottenendo ottimi risultati.

Efficienza nell’uso dell’acqua. Il miscanto necessita di irrigazione solo nelle prime fasi di impianto ma dopo che le radici hanno aumentato di volume questa operazione non è più necessaria.

Le sue caratteristiche la rendono una coltura molto interessante sia per le amministrazioni territoriali (bonifica dei terreni), che per gli agricoltori (basso costo), che per l’industria dell’energia.