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Moncalieri: manca il prete all’inaugurazione del mezzo della Croce Rossa

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Polemiche a Moncalieri dopo l’inaugurazione di un automezzo della Croce Rossa: manca il parroco e la benedizione e qualcuno sospetta si tratti di “eccessiva laicità”.

Ricorderete senz’altro l’intervento dell’europarlamentare dem, Alessandra Moretti, durante una puntata del programma televisivo “Diritto e rovescio”. Parlava di un progetto del candidato sindaco di Pieve di Cento: coprire le croci del cimitero per non urtare la sensibilità dei non cristiani.

Oppure il caso della scuola “Matteotti” di Firenze che aveva cancellato la visita alla mostra di Chagall “per non urtare la sensibilità dei non cattolici”.

O ancora le polemiche per l’albero di Natale nella sala comunale di Bolzano, che sarebbe stato tolto perché “avrebbe potuto offendere la sensibilità dei presenti” musulmani.

Per non parlare del presepe e dei crocifissi nelle scuole. Proprio di pochissimi giorni fa si è molto discusso sulla decisione del sindaco di Ferrara, Alan Fabri, di acquistare 385 crocifissi per le scuole.

Ed ecco spuntare l’ennesima polemica a Moncalieri (Torino), dove il comitato locale della Croce Rossa sembrerebbe non volere più benedizioni per i nuovi automezzi. La motivazione, manco a dirlo, è sempre la stessa: non offendere i musulmani.

La vicenda risale al primo agosto quando, durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo Fiat Doblò destinato al trasporto delle carrozzine, tutti si sono accorti dell’assenza del parroco.

Secondo quanto riportato da La Stampa “il divieto alla presenza del parroco ha interrotto una tradizione che proseguiva fin dalla nascita del comitato moncalierese, avvenuta nel 1977”.

Moncalieri, la lettera dei volontari: “eccessiva laicità”

La cosa ha destato perplessità e scontento in alcuni dei volontari che, sempre secondo quanto riportato da LaStampa, avrebbero firmato una lettera in cui giudicavano la scelta di non far benedire l’automezzo “eccessivamente laica”.

A intervenire sulla questione Guido Gonella, presidente del comitato locale, che spiega quella che sarebbe l’unica verità sul caso, ovvero che il marito della donna a cui è intitolato il veicolo non ha voluto la presenza di un sacerdote.

La donna a cui è stato dedicato l’automezzo si chiamava Anna Boccardo, benefattrice che per molti anni ha occupato il ruolo di responsabile delle attività sociali della Croce Rossa nonché fondatrice della sezione femminile.

Insomma ,dalle parole del presidente Gonella sembrerebbe una questione semplice, una polemica inutile ma, visto il gran trambusto da parte dei volontari, il dubbio che qualcuno ci abbia messo lo zampino è legittimo.

Del resto, al di là di chi “sfrutta” le vicende in maniera propagandistica, non è certamente la prima volta che capita di leggere una “censura” in nome di un rispetto e di un libertà che, il più delle volte, appare in netto contrasto proprio con quei valori che vorrebbe difendere.