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Ecco perché pulire casa per un’ora al giorno riduce il rischio di morte prematura

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pulire casa

Un gruppo di ricercatori internazionale ha dimostrato che pulire casa un’ora al giorno può essere sufficiente per dimezzare la possibilità di morte prematura.

Solitamente si pensa che le attività fisiche richieste per il nostro benessere siano solo le camminate, le corse, gli allenamenti in palestra ma non è così.

Infatti il nostro corpo trae benefici anche dall’attività fisica moderata che può essere ottenuta nel pulire casa un’ora al giorno.

Mettere in ordine, passare l’aspirapolvere, lavare i pavimenti, fare giardinaggio ma anche il semplice gesto di lavare i piatti può migliorare la nostra vita.

Pulire casa può ridurre il rischio di morte prematura

Il professor Ulf Ekelund del Dipartimento di Medicina dello Sport della Norwegian School of Sport Sciences di Oslo ha coordinato un team di ricercatori internazionali.

Lo studio ha coinvolto un gruppo di 36mila adulti, con un’età media di 62,6 anni, composto al 72,8% da donne, seguito mediamente per circa 6 anni (da un minimo di 3 fino a un massimo di 14,5 anni).

Tutti i partecipanti erano dotati di un dispositivo indossabile capace di rilevare e monitorare alcuni parametri vitali e i movimenti nelle 24 ore della giornata.

Durante lo studio 2.200 partecipanti, il 5,9% sono deceduti, mentre i dati ricavati dagli altri adulti del gruppo hanno portato a dei risultati.

Infatti i ricercatori hanno determinato che sono sufficienti 24 minuti di attività fisica di qualsiasi livello per ottenere una riduzione del rischio di morte prematura per tutte le cause.

Tra questi tipi di attività è compreso pulire casa e tutti i movimenti che comporta farlo. Se il tempo del”attività aumenta a un’ora i benefici crescono ulteriormente.

Inoltre le persone più attive erano riuscite ad abbattere il rischio di morte prematura del 66% o addirittura del 73%.

Un dato poco confortante è quello ottenuto sulle persone che stanno sedute per 9,5 ore al giorno: la probabilità di morte prematura addirittura infatti raddoppia.

Come dice la coautrice dello studio, la professoressa Charlotte Edwardson dell’Università di Leicester: «i risultati mostrano che l’attività fisica di qualsiasi intensità riduce il rischio di morte».

Lo studio intitolato “Dose-response associations between accelerometry measured physical activity and sedentary time and all cause mortality: systematic review and harmonised meta-analysis” è stato pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal.