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La musica 8D fa male? Ecco cos’è e perché sembra girarci intorno

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musica 8D

Da qualche giorno spopola sulle chat di WhatsApp un messaggio audio che riproduce musica in 8D, un’esperienza affascinante da fare rigorosamente con gli auricolari.

Molti la definiscono la nuova frontiera musicale da quando è iniziato il boom sull’app di messaggistica più famosa al mondo.

Senza volere deludere nessuno, questa tecnologia esiste già da diversi anni, anche se sembra che la curiosità sia esplosa solo negli ultimi giorni.

Su YouTube è presente un canale dedicato, 8D Tunes, che è sulla piattaforma dal 2015 e conta più di sei milioni di iscritti.

I tanti che hanno ricevuto un link o un file audio su WhatsApp avevano come accompagnamento un messaggio che diceva:

«Ascoltatelo solo con le cuffie (indossatele entrambe). Sarà la prima volta che sentirete questa canzone con il vostro cervello e non con le vostre orecchie. Sentirete la musica dall’esterno e non dalle cuffie. Sentite gli effetti di questa nuova tecnologia».

Forse complice il periodo di isolamento, sembra che questa tecnologia della musica in 8D abbia conquistato l’attenzione a livello globale.

Lo dimostra anche la salita vertiginosa che ha fatto sulla classifica Viral globale di Spotify il brano Dancing Monkey di Tones And I in 8D.

Come riesce a dare quell’effetto la musica in 8D

Nessuna magia o incredibile tecnologia come possono confermare gli esperti del settore. L’effetto si ottiene grazie a un gioco di regolazioni, editing di equalizzazione e altri parametri applicati alle tracce audio.

Mediante un’elaborazione digitale dei suoni è possibile avere la sensazione che la musica si muova a 360°. La traccia di musica in 8D è come una sfera con l’ascoltatore al centro di essa.

Andrés Mayo, tecnico del suono e produttore, spiega a Infobae: «In realtà il termine è stato inventato dal marketing, non è qualcosa di scientifico».

È una tecnica nata nei primi anni ’70 in Inghilterra e gli addetti ai lavori preferiscono chiamarla “musica a 360°” o “binaurale“.

Continua spiegando che la musica in 8D «si basa su una manipolazione di fase che permette al cervello di identificare da dove proviene il suono».

Durante l’ascolto di musica 8D la mente ascolta continuamente suoni che arrivano, si spostano e se ne vanno offrendo una sensazione di spazialità.

Secondo Mayo: «Non sostituirà completamente il modo di ascoltare la musica e non penso che il formato stereo scomparirà. È un’opportunità storica perché l’udito è l’unico senso che è veramente a 360°. Gli occhi non ci permettono di vedere a 360° ma le nostre orecchie possono percepire i suoni dietro senza la necessità di girarsi».

«È l’orecchio che guida l’esperienza. Questo concetto è una grande opportunità per quelli di noi che fanno produzione audio e musicale in generale» conclude.

Per chi fosse preoccupato che le frequenze della musica 8D possano fare male, può tranquillizzarsi. Anzi, la psicologa Lia Parente ha affermato: «Più la musica è coinvolgente, totalizzante, alienante come le aspirazioni che si pone la musica in 8D, più aumenta la produzione di dopamina e dunque di piacere ad essa collegato».