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Non ha soldi per la spesa: «Non ho preso champagne, chiama i CC» Video

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non ha soldi per pagare la spesa

Non hanno soldi per pagare la spesa ma devono far mangiare i loro figli. Due casi, per ora, nel napoletano e nel palermitano che accendono i riflettori sullo stato economico-sociale delle famiglie senza reddito.

La situazione inizia a degenerare e, considerando che siamo ad appena 20 giorni dall’inizio della quarantena, è lecito domandarsi cosa potrebbe accadere tra un mese.

Nel video, che mostriamo a fine articolo, si vede un signore alla cassa di un supermercato che dice di non poter pagare la spesa.

“Non ho preso champagne ma beni di prima necessità. Soldi non ne ho, chiamate i carabinieri” dice l’uomo alla cassiera. Il fatto è accaduto a Napoli e non è l’unica città del meridione in cui si sono verificati problemi di questo tipo.

Non hanno soldi per pagare la spesa e “saccheggiano” Lidl di Palermo

Un fatto analogo è avvenuto a Palermo dove, così come riportato dal sito Il Sicilia, alcune persone avrebbero riempito i carrelli della spesa per poi cercare di uscire senza pagare la merce.

Protagonisti dell’episodio, avvenuto in un supermercato della catena Lidl, sarebbero state una quindicina di persone che, così come nel caso di Napoli, avrebbero detto di non avere soldi per pagare la spesa.

A confermare la notizia è una nota di Lidl Italia nella quale la società “conferma che nel tardo pomeriggio una quindicina di persone sono entrate nel punto vendita di Palermo, via della Regione siciliana, con l’intenzione di non pagare la spesa appena effettuata”.

“Sono state quindi chiamate le forze dell’ordine  – continua la nota – che sono prontamente intervenute a garanzia della sicurezza e salvaguardia dell’incolumità sia dei nostri collaboratori che dei clienti presenti in quel momento in punto vendita. Comprendiamo il difficile momento che l’intero Paese sta vivendo e ringraziamo le autorità per il pronto intervento odierno”. 

La protesta a Bari

Poco più di 48 ore fa avevamo pubblicato la storia di una famiglia di Bari e della loro protesta fuori un’Istituto di credito. “Fate schifo, non abbiamo soldi per mangiare!” aveva gridato la signora Mariaelisa.

Come da sempre accade nel nostro Paese, si stanno organizzando raccolte fondi per distribuire pacchi spesa alle famiglie indigenti. Evidentemente lo Stato, tra una certificazione e l’altra, non è in grado di assumersi le proprie responsabilità.

Come già evidenziato in diversi articoli, nel meridione la situazione rischia di esplodere per le tante famiglie che lavoravano in nero. Persone che, finiti i pochi risparmi (ammesso che che ne abbiano), non sapranno da dove attingere per far mangiare i loro cari.

Il rischio sarà quello di ritrovarci tra qualche giorno a dover affrontare piccole rivolte e allora, forse, il dubbio che la “caccia all’untore” sia un alibi per ottenere l’esercito, diventa più che legittimo.