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Salute

Forno a microonde e cambiamenti nel sangue: le malattie che si rischiano

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forno a microonde

Il forno a microonde è ormai un elettrodomestico presente in quasi tutte le case, utilizzato per scaldare, cuocere o scongelare cibi.

La possibilità di utilizzare le microonde per la cottura degli alimenti fu scoperta casualmente da Percy Spencer.

Infatti un giorno mentre stava lavorando su un radar acceso si accorse che la tavoletta di cioccolata che aveva in tasca si era sciolta.

La cottura degli alimenti è dovuta all’effetto riscaldante ottenuto dall’interazione con la materia di campi elettromagnetici emessi nello spettro delle microonde.

Il metodo di cottura e riscaldamento degli alimenti è totalmente diverso rispetto al forno tradizionale.

Infatti nel forno a microonde si avrà un riscaldamento più rapido all’interno del cibo anziché all’esterno.

All’interno del forno a microonde viene generato un campo elettrico alternato nella frequenza delle microonde di 2,45 GHz.

Queste radiazioni agitano le molecole che cominciano a vibrare atomicamente ed è proprio questa vibrazione che fa scaldare il cibo.

Microonde e salute

Ma vi siete mai domandati se le microonde siano davvero la scelta migliore per la nostra salute?

Uno studio del 2003 svolto in Spagna e pubblicato su The Journal of the Science of Food and Agriculture sostiene che la perdita di sostanze nutritive è possibile.

Lo studio riguarda 4 tipi diversi di cottura: ebollizione ad alta pressione, ebollizione a bassa pressione (convenzionale), cottura a vapore e a microonde.

Dai dati emersi, nella cottura a microonde dei broccoli si ritrova la perdita maggiore che arriva addirittura al 97% per le sostanze antiossidanti. La cottura a vapore in confronto fa perdere solo l’11% delle stesse sostanze.

Un altro interessante studio è quello svolto in Giappone da Watanabe che riguardava la vitamina B12 contenuta nella carne bovina, suina e nel latte.

Dopo essere trattati con riscaldamento a microonde questi alimenti hanno subito una perdita del 30-40% di questa importante vitamina.

Alcune mamme scongelano e scaldano il latte materno al microonde per comodità e velocità, ma cosa succede al latte?

Nel 1992 Quan scoprì che il riscaldamento al microonde del latte materno portava alla perdita dell’attività battericida e degli anticorpi, dando spazio alla crescita di batteri patogeni.

Lo studio del Dottor Hans Hertel

Il dottor Hans Ulrich Hertel è sicuramente lo scienziato più noto che ha sostenuto la pericolosità del cibo cotto nel microonde.

Ci sono ancora controversie riguardanti i suoi studi. Il mondo accademico non ha riconosciuto i suoi interessantissimi risultati e ha preferito lasciarsi il dubbio alle spalle e ignorare quegli elementi di preoccupazione.

Hertel, insieme al dottor Blanc docente dell’Università di Losanna, ha condotto uno studio poi pubblicato dalla rivista trimestrale svizzera Journal Franz Weber.

Per due mesi hanno studiato la dieta di otto volontari, analizzando il loro sangue prima e dopo i pasti a base di alimenti cotti o scongelati al microonde oppure crudi o cotti in modo convenzionale.

Le conclusioni furono chiari e allarmanti: la cottura a microonde alterava in modo significativo le sostanze nutritive, tanto da provocare cambiamenti nel sangue dei partecipanti all’esperimento.

Tra questi: aumento dei livelli di colesterolo, diminuzione dei globuli bianchi, diminuzione dei globuli rossi, produzione di composti sconosciuti in natura e diminuzione dei livelli di emoglobina (anemia).

Il dottor Hertel pubblicò i suoi dati nel 1992 sul numero 19 della rivista Journal Franz Weber, ma un’organizzazione svizzera di Dealers for Electro-apparatuses for Households and Industry rilasciò un ordine di non pubblicazione.

Questo proibiva al Dr. Hertel di dichiarare che i forni a microonde fossero pericolosi per la salute. L’ordine è però stato rimosso nel 1998.

Alternative più sane del forno a microonde

Nonostante la comodità del forno a microonde, alla luce delle informazioni che presuppongono un rischio per la nostra salute, può essere utile considerare anche valide alternative, quali:

Riscaldare l’acqua: può essere utile un semplice bollitore che in pochi minuti riesce a portare l’acqua a temperature elevate.

Prediligere cotture più sane: la cottura al vapore in primis che mantiene la maggior parte delle sostanze nutritive negli alimenti.

Bagnomaria: per scaldare alcuni cibi già cotti, come per esempio gli gnocchi. Mettere un po’ di acqua in un pentolino, portare sul fuoco e appoggiare il piatto col cibo da scaldare sopra il pentolino coprendo con un coperchio.

Certo sono alternative meno immediate, che sporcano un po’ di più. Ma salvaguardare la salute è più importante.