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«Numeri sbagliati hanno creato terrore»: Sgarbi dice ciò che ormai è chiaro

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numeri sbagliati

Nel suo ultimo video il critico d’arte Vittorio Sgarbi, parla di “numeri sbagliati che hanno creato terrore”. 

“Una quantità di studiosi, persone illustri che si occupano di Costituzione, hanno osservato delle contraddizioni rispetto al fatto che non siamo in guerra. È un’emergenza, che non può avere mesi e mesi di sospensione di alcuni diritti fondamentali, come quello di camminare per strada o andare in un bosco“.

Cose che Sgarbi sostiene di aver detto più volte. “Abbiamo accettato questi ordini in modo irrazionale come così giusti e così importanti per la salvaguardia della salute per cui fare una passeggiata, camminare nel bosco o in spiaggia, non era possibile”.

Poi elenca quelle che considera una serie di contraddizioni del Governo tra cui la data di riapertura per parrucchieri e barbieri, “lanciati verso il primo giugno”.

“I numeri sbagliati hanno creato terrore”

Una data evidentemente sbagliata, perché capita di lunedì e il giorno dopo è festivo. Quella giusta infatti è il tre giugno: “Confusione mentale, non sono neanche capaci di guardare il calendario. E poi perché aprire il 3 giungo e non il 20 maggio? Che senso ha?”

Per Sgarbi “sono numeri dati a caso” e a proposito del presidente Conte dice che “per paura di sbagliare, ascolta quello che gli dice il Comitato Tecnico Scientifico o l’ISS, i quali non hanno assoluta certezza ma, nell’incertezza, dicono meglio essere prudenti”.

La conseguenza – secondo Vittorio – sarebbe quella di dare al potere “una prudenza che si manifesta in ordini. Quella che è una preoccupazione diventa una limitazione, un’azione poliziesca per impedire di vivere”.

Il critico invita alla riapertura con prudenza ma con coraggio: “Alla fine anche i più pessimisti non ci hanno detto che il coronavirus è mortale ma che non sanno bene come curarlo”.

Conclude: “Quando si attacca a una persona avanti negli anni come me, può peggiorare una malattia preesistente. Il 60% sono persone che hanno più di una patologia grave e poi muoiono ma non di coronavirus, non abbiamo questa certezza. I numeri sbagliati hanno creato terrore, un terrore che continua e il primo terrorizzato è Conte”.