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Nuova normalità: ci aspetta un futuro inquietante se non lo impediamo ora

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“Nuova normalità” sono due parole che dovrebbero spaventare perché racchiudono un cambiamento della società che difficilmente permetterà di tornare indietro.

Molte delle persone che abbiamo intervistato hanno toccato questo tasto. La “nuova normalità” e il “niente sarà più come prima” sono espressioni che dovrebbero far riflettere.

In una recente intervista il dottor Di Bella aveva affermato: «Se ancora non è chiaro il fine ultimo è creare una contrapposizione, un’incompatibilità di civiltà, di religioni, di concezioni e di culture».

Anche il professor Becchi ha commentato questa nuova normalità: «Sta nascendo il nuovo vocabolario del futuro: la mascherina, il distanziamento sociale, l’assembramento. L’uomo libero ormai è ribelle, isolato, da reprimere».

La dottoressa Iannetti, medico con più di 40 anni di esperienza, in una nostra intervista ha dichiarato: «Ho pensato che la necessità di questo shock comportamentale potesse essere introdotto solo con un meccanismo di questo genere. Questo annullamento della nostra vita a livello globale, sia politico, che economico, che sociale, serve a modificare il comportamento delle persone in maniera drammatica».

Non sono sicuramente i soli a pensarla così. Anche all’estero chi analizza la situazione giunge alle medesime conclusioni.

Sul sito americano The Unz Review è uscito un interessante articolo intitolato “Invasion of the New Normals” (Invasione dei nuovi normali). Il pezzo è stato tradotto e pubblicato su Come don Chisciotte.

«I cervelli delle persone sono stati catturati da una forza molto distruttiva che li trasforma dall’oggi al domani in individui totalitari, aggressivi e paranoici, ligi agli ordini e pappagalli della propaganda».

Inizia così l’articolo scritto da C.J. Hopkins. Questi individui sono nostri amici e parenti, convinti che sia necessario stravolgere il tessuto della società civile per proteggerci da un virus .

Nuova normalità: il “movimento” del futuro

L’autore è convinto che la lotta al virus non sia la vera motivazione di tutto quello che sta accadendo nel mondo. Secondo lui il vero obiettivo di questo movimento è l’introduzione di una nuova normalità che vuole «trasformare radicalmente e completamente la società e ricostruire il mondo secondo la propria mostruosa visione».

«Tutti saranno costretti a indossare le mascherine per mantenere alto il livello di paura e l’atmosfera onnipresente di malattia e di morte, come se il mondo fosse un grande reparto di malattie infettive».

Inoltre specifica che nell’immaginario futuro coloro che non indosseranno le protezioni saranno considerati una minaccia per la salute pubblica e saranno repressi dalle forze dell’ordine.

Lo scenario della nuova normalità che ha raccontato l’autore dell’articolo è assolutamente poco rassicurante.

Blocchi improvvisi a causa dell’infezione, confinamenti nelle proprie case per 23 ore al giorno, pattugliamenti da parte degli agenti con controlli che, com’è già successo, potrebbero finire con violenze e arresti. Ma anche censurare Internet e impedire a ogni tipo di protesta.

«La minaccia “dell’infezione” sarà usata per giustificare editti sempre più folli e autoritari, rituali di obbligatoria dimostrazione di fedeltà e, infine, l’eliminazione di ogni forma di dissenso».

L’immagine peggiore è quella delle persone che continueranno a lavorare, mangiare, andare al ristorante o al cinema con le loro mascherine come se fosse una cosa normale.

L’articolo non tralascia l’analisi della categoria che sarà più colpita: i bambini. Saranno quelli che soffriranno di più, terrorizzati e confusi dai genitori, dagli insegnanti e dalla società che imporrà loro l’uso di mascherine e il distanziamento sociale.