Digita per cercare

Le opinioni di Oltre Tv

L’Italia salva Tafida, la bimba di 5 anni che gli inglesi volevano uccidere

Condividi
tafida

L’alta Corte britannica ha accolto il ricorso dei genitori della piccola Tafida. Il verdetto è stato emesso dal giudice Alistair MacDonald che, secondo quanto riportato dall’Ansa, ha bocciato il punto di vista dell’ospedale londinese, il Royal London Hospital, secondo il quale mettere fine alla vita di Tafida sarebbe stato per il “suo miglior interesse“.

Al contrario, ha ritenuto valide le argomentazioni della famiglia sottolineando che “dieci o 20 anni di ‘inconsapevolezza’ sono un prezzo degno d’essere pagato, mentre 20 anni di sofferenza potrebbero non esserlo”.

Una bellissima notizia per i genitori Shelina Begum, avvocato di 39 anni, e Mohammed Raqeeb, perito edile di 45, entrambi residenti a Londra ma di origini bengalesi.

Di questo caso ne avevamo già parlato a luglio perché in quel periodo i genitori si rivolsero all’Alta Corte britannica per ottenere il trasferimenti dal Royal London Hospital al Gaslini di Genova.

Tafida come Gard ed Evans: ma la vita ha vinto

Ricordiamo che l’ospedale in cui è ricoverata la bambina era intenzionato a staccare la spina. Un caso non molto diverso da quello di Charlie Gard e Alfie Evans.

Questa volta, però, le cose sono andate in maniera diversa ed è bello sapere che in questa battaglia per la vita abbia combattuto anche l’Italia.

“La piccola Tafida Raqeeb non deve morire e i medici dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, sostenuti fin da subito da Regione Liguria, sono pronti ad assisterla con tutta la professionalità e l’amore che hanno reso l’Istituto genovese una grande eccellenza a livello nazionale e mondiale”.

Sono le parole scritte su Facebook da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che poi aggiunge: “Un abbraccio a Tafida e alla sua famiglia, tutta la Liguria è pronta ad accogliervi”.

Intanto la bambina sembra dare nuove speranze, ecco le parole della madre dopo la notizia: “Tafida non sta morendo, non soffre, è stabile e ha bisogno di tempo: ora avverte anche la mia presenza”.