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Paolo Becchi, l’inquietante futuro che ci aspetta: TSO, vaccini, esperimenti

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paolo becchi

Paolo Becchi è professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova ed editorialista di Libero e de Il sole 24 ORE.

Ha scritto, insieme all’avvocato Giuseppe Palma, il libro Democrazia in quarantena. Ultimamente ha fatto scalpore un video in cui ha bruciato una mascherina. Lo abbiamo contattato telefonicamente.

Fauci ha detto che «In questo momento negli USA le persone non dovrebbero girare con le mascherine. Non c’è motivo». In Italia gli ha fatto eco Ricciardi: «Le mascherine alla persona sana non servono a niente». Altri medici, come il dottor Bacco, spiegano che: «il virus passa attraverso le mascherine. Il virus è infinitamente più piccolo di quelli che sono i filtri che si possono creare». Purtroppo, oltre a essere quasi inutili, sembrerebbe che siano anche dannose. Lei ha bruciato una mascherina in un video e della provocazione ne hanno parlato anche alla Zanzara. Parenzo l’ha criticata molto eppure, alla luce dei dati scientifici, andrebbe criticato l’obbligo imposto dal governo o quei poveri genitori terrorizzati che addirittura mettono la mascherina a bimbi di pochi anni. Perché ci troviamo in una situazione tanto paradossale?

Dopo gli arresti domiciliari della prima fase, siamo passati alla libertà vigilata della seconda fase. Ormai il nostro Stato si è trasformato e viviamo in una sorta di totalitarismo terapeutico. Adesso permettono di uscire ma con l’obbligo della mascherina, che a oggi è inutile. Magari nel momento acuto del virus, soprattutto tra le persone infette e i medici, era indispensabile. Non sono un luddista della mascherina, sto solo dicendo che adesso il virus è totalmente sotto controllo e uscire con la mascherina è una cosa assurda. È come voler mettere la museruola agli italiani e chi non la metterà sarà immediatamente riconosciuto come untore, anche se il virus sta lentamente scomparendo.

Paolo Becchi: «Stanno scrivendo il vocabolario del futuro»

È in corso un esperimento sociale a livello planetario, in Italia sicuramente in maniera ancora più radicale, che consiste nell’ottenere un consenso dalla popolazione per fare qualsiasi cosa.

Noi parliamo delle mascherine ma dovremo parlare anche dell’assembramento. Il diritto di riunione, garantito dalla nostra Costituzione, è un diritto fondamentale in un Paese democratico ed è stato ridotto ad “assembramento da vietare”. Sta nascendo il nuovo vocabolario del futuro: la mascherina, il distanziamento sociale, l’assembramento.

Vedo poca capacità di resistenza in Italia. L’uomo libero ormai è ribelle, isolato, da reprimere e la protesta, che al momento è individuale, non riesce a diventare sociale.

Lei ha paragonato il periodo attuale a quello del nazismo, quando i medici e gli scienziati facevano esperimenti sulla popolazione. Dato che il concetto è interessante ma alla Zanzara la discussione era un po’ caotica, vuole spiegare meglio cosa intende?

Invece di tornare a una sorta di pre-Illuminismo, «Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza», siamo tornati a uno stato paternalistico, dove il sovrano decide per te e tu segui le indicazioni.

Una grossa responsabilità ce l’ha la Scientocrazia. Medicina e scienza sono parte integranti di questo progetto di post-Umanesimo. Una continuazione di quello che hanno fatto i medici nazisti che, guarda caso, tra i vari esperimenti, testavano proprio i virus e le loro modificazioni sull’uomo.

Può essere considerato eccessivo, perché non siamo di fronte a una dittatura o un totalitarismo come quello sviluppato da Hitler in Germania. Anche in quel caso però c’era il tentativo di creare una razza perfetta, una razza superiore. Oltre agli ebrei, anche gli stessi tedeschi ritenuti non perfetti, secondo lo standard della razza ariana, dovevano essere eliminati: anziani, malformati, persone con problemi.

La svolta antropologica

Adesso hanno avuto la possibilità di fare un grandioso esperimento sociale su una popolazione intera di 60 milioni di persone. Soltanto noi abbiamo un Comitato tecnico scientifico che prende decisioni che poi il Governo applica. Tutto questo è avvenuto solo nel nostro Paese.

Noi non sappiamo tutti i nomi dei membri di questo Comitato, conosciamo quelli che vediamo sul giornale. Ma ce ne sono alcuni sconosciuti, che lavorano silenziosi in campi come la robotica. Sono questi i più pericolosi. Parlano di una “svolta antropologica”.

Pensiamo tanto a Soros ma noi i “Soros” ce li abbiamo in Italia e sono talmente ben nascosti che nessuno ne parla. Quando si toccano questi argomenti in trasmissioni ironiche, come La Zanzara, vieni bloccato perché sei andato oltre toccando certi meccanismi.

Un altro elemento fondamentale su cui si è costituito l’attuale Governo e il Comitato tecnico scientifico è la paura. Non è che stiamo vivendo di nuovo una sorta di strategia della tensione? Prima ci sono stati i terroristi degli anni ’70, poi i terroristi islamici e adesso un terrorista invisibile come il virus. Prima o poi dovevano far uscire una cosa di questo genere e ci sono cascati tutti. Stanno elaborando una nuova strategia della tensione terapeutica/sanitaria che si basa su un nuovo elemento, il controllo totale del corpo.

È la realizzazione dello Gnosticismo: il nichilismo degli antichi lo abbiamo realizzato noi adesso. Avremo solo robotica, macchine artificiali. I nomi dei veri scienziati che lavorano nel Comitato tecnico scientifico per questa trasformazione antropologica non li conosceremo mai. Ecco perché niente deve tornare più come prima.

Di tutte queste profonde trasformazioni, chi è che ne parla? Abbiamo qualche giornale, o qualche grande mezzo di comunicazione, o qualche politico che ne parla in Italia? Il nulla.

Una preoccupazione di Paolo Becchi

Lei ha anticipato che, se renderanno obbligatorio il vaccino per il coronavirus, non se lo farà comunque. Questa sua posizione potrebbe essere condivisa da molte persone. Secondo lei c’è il rischio che possano concepire qualche tipo di restrizione sociale per chi non si vaccinerà?

Io penso di sì. La mia preoccupazione ancora più grande è che si parta con un atteggiamento, addirittura, più inquietante, tipo un trattamento sanitario obbligatorio a chi rifiuterà di farlo. Su questo non c’è nessuna discussione in Italia.

Lei ha avanzato la possibilità di un’associazione tra i morti di Bergamo e la vaccinazione antinfluenzale. Questo è anche il parere di professori come Tarro che citano studi scientifici a supporto dell’ipotesi. Perché di una possibile associazione tanto clamorosa se ne parla solo sul web?

Perché le grandi aziende farmaceutiche hanno molto interesse nello scoprire nuovi vaccini e vendere quelli che hanno già. È evidente che si tratta di motivi economici, però viene fatta passare come un’operazione necessaria per salvaguardare la salute della popolazione.

Quello che purtroppo manca in Italia è una discussione pubblica su questi argomenti. In altri Paesi c’è questa possibilità. Poi le decisioni vengono prese da chi ha conquistato più voti in un sistema democratico ma viene lasciata la libertà di espressione a posizioni diverse. Qui arriveremo a fare trattamenti sanitari obbligatori semplicemente a chi la pensa diversamente.

Assistenti civici, un pretesto per mettere i cittadini l’uno contro l’altro

Nonostante da mesi viviamo controllati e reclusi, sembra che non bastino le forze dell’ordine a controllarci. Adesso il Governo ha deciso di istituire anche la figura degli assistenti civici. Molti saranno orgogliosi di questo ruolo, visto che di sceriffi ne abbiamo avuti e ne abbiamo anche oggi. Paolo Becchi, lei non crede che stiano facendo di tutto per metterci uno contro l’altro?

Certo, è ovvio. Quando un poliziotto si mette davanti a una persona, questa potrebbe reagire anche male. Ma se trovi un assistente civico, magari anziano, non puoi reagire. Li hanno messi apposta. Questi sono i mezzi che fanno capire a che punto si vuole arrivare con il controllo generalizzato: App Immuni, assistenti civici. Che tipo di società stiamo creando?

Sono molti gli italiani rovinati da questa pandemia. Pensa che le persone continueranno a credere che “andrà tutto bene” o cominceranno a ribellarsi?

Credo che prima o poi un atteggiamento critico ci sarà. Spero che gli italiani aprano gli occhi. Bisogna reagire come lo hanno fatto in altri Paesi, non possiamo stare sottomessi a questa dittatura sanitaria.

Mi sarei aspettato una risposta da parte della Chiesa. Papa Francesco poco prima di aderire a questo progetto, di cui deve essere ritenuto corresponsabile, fece un’affermazione di grande intuito: «Una familiarità senza comunità, senza il Pane, senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti è pericolosa. Può diventare una familiarità gnostica, staccata dal popolo di Dio». 

La nascita di una nuova opposizione extraparlamentare

Tra i pochi a dare voce a un pensiero contrastante rispetto a quello imposto dall’attuale Governo troviamo alcuni dissidenti del Movimento 5 stelle. Che fine hanno fatto Salvini & co? 

L’opposizione non si ribella. Fratelli d’Italia e Lega in fin dei conti approvano questa logica securitaria. Anche Forza Italia, pur essendo un partito di ispirazione liberale e cristiana, non si fa sentire. Questo poteva essere il momento propizio per rilanciare un’idea liberale ma io non ho sentito né Berlusconi, né quella che è la guida oggi del centro destra [Matteo Salvini, ndr]. Mai una volta si è espresso contrario alle restrizioni, alla limitazione della libertà di circolazione o di espressione. È un grandissimo errore perché dimostra di accettare questa logica securitaria.

Non mi sorprendono le manifestazioni e le proteste che si stanno verificando in questi giorni delle Mascherine Tricolore, dei Gilet arancioni e di altra natura. Al di là dei personaggi che li guidano, questi eventi non devono essere ridotti a episodi folcloristici.

Se le proteste che nascono non trovano espressione istituzionale nell’opposizione in Parlamento, alla fine si creerà un conflitto sociale molto forte e ci sarà un autunno molto caldo. Foto: YouTube