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Paragone attacca il “nuovo” M5s e riprende pure Conte

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paragone

“C’è un’emorragia, quando non facciamo il Movimento perdiamo pezzi”. Sono alcune delle dichiarazioni rilasciate da Gianluigi Paragone mentre veniva intervistato da diversi giornalisti.

“Se il Movimento non dice più le cose che sono nel programma il rischio è che qualcuno preferisca trovare altri lidi. Deve restare una forza anti-sistema e se qualcuno pensa di mettersi il vestito bello della festa e di parlare come il sistema diventa un problema”.

Dopo la votazione sul Mes, per i pentastellati le cose si mettono peggio di come le avevamo lasciate. Non soltanto devono fare i conti con il consenso che continua a scendere inesorabilmente, ma anche con chi decide di abbandonare il gruppo per passare alla Lega.

Secondo Paragone il Movimento nasce per essere contro il sistema e anche se volesse conformarsi non verrebbe mai accettato. Rivolgendosi agli amici di governo avverte: “State facendo male i calcoli […]. La base è contro questo sistema”.

Paragone striglia anche il presidente Conte

Il senatore dice di rappresentare la base radicale: “Sono anti-europeista come una buona parte della base e continuo a pensare che questa Europa schiaccia le famiglie, i consumatori e le imprese: è un’Europa delle banche e della finanza”.

Poi il giudizio sul Mes, che definisce come “un altro pezzo dell’architettura neoliberista”. Il messaggio di Paragone ai suoi è chiaro e arriva anche la ramanzina: “Se per dieci anni dici che l’Europa è brutta sporca e cattiva, non è che arrivi al potere e cambi idea”.

Non risparmia giudizi nemmeno nei confronti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Parla della famiglia europea dimenticando che nel programma si parla addirittura di uscita dall’unione monetaria”. 

Invita i giornalisti alla lettura del programma sicuro del fatto che non si troverà nessun punto a favore di questa Europa. Non è la prima volta che Paragone si “sfoga” e tira le orecchie ai Cinque Stelle.

Soltanto qualche ora prima aveva postato un video su Facebook nel quale faceva notare che il suo emendamento taglia-bollette era stato bocciato. “Ma danno un miliardo per le Olimpiadi di Cortina e 50 milioni per la Ryder Cup […] non dovevamo fare la rivoluzione?”