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Alcuni parrucchieri già lavorano: le regole valgono solo per noi poveracci?

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I parrucchieri e molte altre attività sono ancora chiusi e non hanno il permesso di riaprire ma a quanto pare se lavori per i vip le cose cambiano.

Una foto sulla pagina Facebook Divine Follie Parrucchieri Unisex mostra i camerini dei personaggi dello spettacolo circondati da parrucchieri e make up artist.

La didascalia riporta parole di rammarico che rappresentano il pensiero di tutta la categoria: «La legge è uguale per tutti ma poi vediamo questo».

Le immagini si sommano alla notizia che vede rimandata al primo giugno l’apertura di parrucchieri e centri estetici, che perderebbero così ancora un mese di guadagni.

Alcune delle immagini della foto sono state estrapolate da storie di Instagram mentre altre sono pubblicate in bella vista.

Sul profilo Instagram di Barbara D’Urso si può vedere un video, pubblicato il 22 marzo, in cui la nota conduttrice ha spiegato: «Un metro di distanza, vedete, anche se avendo la mascherina potrebbe anche avvicinarsi. Sono due degli eroi che sono rimasti con me».

Un’altro post che ha creato polemiche è quello del make up artist Pablo Ardizzone. Tre giorni fa ha pubblicato una foto in cui è munito di mascherina, visiera e guanti e la didascalia: «Back to work» (ritorno al lavoro).

In tanti, tra parrucchieri ed estetiste, vorrebbero capire perché loro devono restare chiusi mentre altri, a quanto pare, possono lavorare.

La protesta di parrucchieri, estetiste e tatuatori

Su La Stampa, qualche giorno fa, è uscita l’intervista a Luca Crosetto, presidente di Confartigianato Imprese Cuneo che ha commentato il rinvio dell’apertura di acconciatori e centri estetici: «Non possiamo accettare un ulteriore allungamento dei tempi di chiusura».

Ha inoltre aggiunto che, nonostante parrucchieri ed estetiste abbiano presentato molte proposte che avrebbero reso possibile ripartire in sicurezza, il governo non ha mai dato risposta.

Crosetto fa presente che se la chiusura sarà allungata ancora per un mese molte delle attività «rischiano di cadere nel baratro della chiusura definitiva».

Com’è possibile che la stessa categoria di lavoratori abbia un trattamento diverso? Il governo e Conte dovranno dare spiegazioni e chiarire la questione. Foto: Instagram