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Patto di corresponsabilità, avvocato Polacco ai genitori: «Non firmatelo»

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Dal patto di corresponsabilità alle mascherine, l’avvocato Polacco ha cercato di aiutare i genitori a capire i punti fondamentali per il rientro a scuola.

Non tutti sanno che il patto di corresponsabilità non è una legge e nemmeno una norma, non è previsto in nessuna circolare ministeriale o Dpcm.

Questo modulo nasce da un patto sindacale tra i presidi. Tutte le scuole stanno inviando alle famiglie questo documento invitandole a firmare un accordo che attesta che tutta la responsabilità ricada sulle spalle dei genitori.

«Secondo voi un modulo del genere è civile, legale e legittimo o è una truffa?», ha domandato Edoardo Polacco.

Cos’è il patto di corresponsabilità

L’avvocato ha spiegato che in un patto del genere entrambe le parti dovrebbero impegnarsi mentre in questo modulo sono solo i genitori che si caricano la responsabilità.

«Creeremo dei documenti per contestare i presidi, che devono garantire: la sanificazione, la scuola in perfetto stato, il distanziamento, gli insegnanti di sostegno, le mense, la carta igienica, la pulizia ogni giorno. Lo devono garantire per iscritto altrimenti parte la denuncia».

Ha poi mostrato le innumerevoli pagine del patto: «Non ci può essere un patto di corresponsabilità se io firmo che sono responsabile e tu non firmi nulla».

Polacco ha anche evocato scenari in cui le scuole potrebbero essere chiuse a causa di uno dei tanti cavilli che possiamo leggere nelle linee guida. Ma ha anche aggiunto che, se succedesse, sarà richiesto l’intervento della magistratura e sarà fatta una denuncia per interruzione di pubblico servizio.

L’avvocato ha comunicato che presto, sul suo sito, saranno disponibili dei documenti per i genitori e i figli, a tutela dei loro diritti.

Le mascherine sui bimbi a scuola

Oltre al patto di corresponsabilità, altro argomento discusso sul rientro a scuola è quello delle mascherine. Per parlare di questo tema ha preso in esame alcuni documenti.

Per primo il verbale 104 della riunione del 31 agosto del Comitato tecnico scientifico in cui hanno stabilito che gli alunni dovranno mantenere il distanziamento fisico di 1 metro e usare la mascherina: «L’utilizzo della mascherina è particolarmente importante in situazioni di movimento». Quindi, secondo l’avvocato, quando i bambini sono seduti non la potranno imporre.

Il Cts precisa che: «L’uso è condizionato alla situazione epidemiologica locale, prestando comunque attenzione al contesto socio-culturale e a fattori come la compliance del bambino nell’utilizzo della mascherina e il suo impatto sulle capacità di apprendimento».

Quindi l’avvocato ha evidenziato che per lo stesso Cts non si può usare la mascherina ovunque e incondizionatamente nelle scuole. È necessario considerare caso per caso, gli effetti sul bambino e la situazione dell’emergenza nella regione o nella provincia.

Ha poi citato un altro documento della Task Force Emergenza Coronavirus dell’Unione Industriale Torino dal titolo “Covid19: mascherine per le vie respiratorie. Stintesi delle indicazioni e delle norme applicabili“.

«È opportuno chiarire in via preliminare, ai fini della prevenzione del contagio da Coronavirus, che le mascherine sono destinate a trattenere le goccioline di saliva (droplets in inglese) nelle quali può essere presente il virus. Nessun materiale che consente la respirazione potrebbe al tempo stesso trattenere il virus a causa delle sue dimensioni troppo piccole (nanometriche)».

L’avvocato ha tranquillizzato le famiglie che in questo momento hanno molte paure e dubbi: «Noi difenderemo tutti i genitori di Italia, gratis, sappiatelo».

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Posted by Edoardo Polacco on Monday, September 7, 2020