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Pazienti prigionieri, la telefonata: «Tutto ciò che vi dicono fuori non è vero»

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Pazienti prigionieri negli ospedali? Telejato, un’emittente siciliana, ha raccolto la testimonianza di un paziente ricoverato nel nosocomio di Partinico (Palermo).

“Gli infermieri mi stanno trattando per quello che possono ma c’è mancanza anche della terapia. La terapia di questa mattina ce l’hanno fatta alle 13:50, quando dovevamo fare la seconda”. Sono le parole di un paziente covid – raggiunto telefonicamente dalla redazione di Telejato – ricoverato all’Ospedale Partinico, in provincia di Palermo.

L’uomo ha raccontato di vivere una situazione assurda e fuori da ogni logica. “Al mio compagno di stanza manca un lenzuolo. Un infermiere per provare le flebo ha spruzzato l’acqua sui nostri cuscini e abbiamo dormito bagnati”.

Quando il giornalista gli ha chiesto se era in contatto con i parenti e perché questi non fossero andati a denunciare l’accaduto ai carabinieri, ha risposto che la famiglia era tutta in quarantena.

Pazienti prigionieri negli ospedali

“Siamo abbandonati a noi stessi. C’è carenza di tutto, ci attaccano delle flebo e ci dicono che sono degli antibiotici ma non conosciamo il motivo per cui ce li fanno. Ci sono pazienti con lenzuola sporche di sangue già da 4/5 giorni e nessuno le cambia”.

Nel continuare a descrivere la situazione racconta che nel loro reparto ci sono state anche persone che avrebbero dovuto essere in psichiatria.

“La prima notte ci hanno dato una persona mentalmente instabile. Io e il mio compagno di stanza abbiamo vegliato tutta la notte perché voleva buttarsi giù dalla finestra. Lui apriva la finestra e noi la chiudevamo”.

“Mi sembra di essere entrato in un film dove non c’è nessuno che mi dà uno sguardo. Non c’è una parola di conforto, un dottore che mi abbia detto «C’è questo problema». Non so niente, la mia fortuna è parlare con lei. Sono 5 giorni che non vedo nessuno, che mi hanno buttato qui”.

“Mi moglie mi chiama ma non sa niente, mi chiede come sto e io le dico che sto bene. Ho due figli minori a casa che ancora aspettano di poter fare il tampone per tornare a scuola. Sono incarcerati in casa e io sono incarcerato in ospedale”.

Quando il giornalista ha detto che quella situazione era a dir poco incredibile, il paziente ha risposto che se non la si vive non ci si può credere.

“Tutto quello che vi dicono all’esterno non è vero, tutto quello che stiamo vivendo qui è surreale. Non so come andrà a finire. Non so se è un cartone animato o se siamo su Scherzi a parte”.

L’uomo ha raccontato di essere stato inizialmente ricoverato a Palermo per una broncopolmonite ma che, al momento, non aveva né febbre né difficoltà respiratorie.