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Petizione per fermare la quarantena: boom di adesioni in poche ore

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petizione per fermare la quarantena

Una petizione per fermare la quarantena: “La vita deve continuare, la libertà è un motivo per cui morire e non si rinuncia a essa per la paura della morte”.

L’avevamo intervistata il 23 Marzo e le sue previsioni, sul futuro economico dell’Italia, non erano per niente esaltanti, anzi.

L’economista Ilraia Bifarini e all’avvocato Marco Mori hanno lanciato una petizione diretta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per mettere fine alla quarantena.

“I cittadini – si legge nella petizione – sono stati obbligati a rinunciare alla libertà di circolazione e alle più elementari libertà personali, in moltissimi non possono più nemmeno lavorare”.

Secondo l’economista Bifarini e l’avvocato Mori “la misura di quarantena non è stata accompagnata da interventi economici atti a sostenere i cittadini e il Paese è stato messo in ginocchio”.

Quindi la richiesta di firmare la petizioni e chiedere “la fine di questa illegittima e inutile quarantena e la rimodulazione delle misure di contenimento legate alla pandemia in corso sulla base dei dati oggettivi e non del panico diffuso attraverso la rete mediatica mainstream.”.

Si accenna anche ai dati da tenere in considerazione, quelli dell’Istituto Superiore della Sanità, che secondo questa petizione non giustificherebbero le misure adottate dal Governo.

“Ad oggi l’ISS ha pubblicato i dati su un campione di 16.000 decessi circa, campione dunque più che mai significativo. L’età media delle persone decedute con o per Covid-19 si attesta sui 78 anni. L’età media dei ricoverati è invece di 15 anni inferiore”.

E ancora: “Di queste persone solo il 3,3% non aveva altre patologie e pertanto può essere definita morta per Covid-19, un dato dunque, seppur tragico per chi non c’è più e per i familiari, statisticamente circoscritto e contenuto”.

Una petizione per fermare la quarantena

Tra i vari dati vengono menzionate anche le percentuali delle cause di decesso: “Un 14,8% del campione analizzato presentava una patologia, il 20% due patologie, mentre oltre il 61% aveva più di 3 patologie”.

“Al 9 aprile – continua la petizione – erano 197 i deceduti sotto i 50 anni, di cui la maggior parte con gravi patologie pregresse, mentre solo otto persone sotto i 40 anni sono morte senza pregresse patologie di rilievo”.

Poi viene ricordato che in Italia muoiono oltre 600 mila persone l’anno e viene fatto presente che “la possibilità per una persona al di sotto dei 60 anni di morire di Covid-19 è dunque statisticamente bassa se comparata a quella di morire per altre patologie”

Oltre a evidenziare i motivi per cui ritengono la quarantena una misura eccessiva, vengono riportate anche delle proposte. Tornare alla normalità per le persone fino ai 60 anni, in assenza di gravi patologie, senza rinunciare ai vari dispositivi di protezione e “al rispetto e controllo delle norme igieniche”.

Per le persone oltre i 60 anni e per chiunque sia affetto da patologie pregresse invalidanti “il proseguimento della quarantena domiciliare, su base volontaria e senza illegittima imposizione della autorità, con il sostegno economico da parte dello Stato, che provvederà alle cure e ai bisogni del cittadino, in modo da assicurare un totale e sicuro distanziamento sociale”.

“Tale facoltà – conclude la petizione – potrà essere estesa ai conviventi e a chiunque, per sicurezza personale, scelga di vivere in uno stato di isolamento totale fino all’annuncio ufficiale dell’impossibilità di entrare a contatto con Covid-19″.