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«Procurato allarme, qua fottiamo il Paese» Bernabei del Cts contro i media

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Finalmente qualcuno lo dice anche in televisione. E a dirlo è Roberto Bernabei, stimato geriatra e membro del Cts: “Si chiama procurato allarme”.

Bernabei, primario di geriatria del Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico, ha recentemente definito la covid una “malattia normale”.

Le dichiarazioni hanno suscitato non poche polemiche. Myrta Merlino, giornalista e conduttrice del programma L’aria che tira, ha voluto chiedere delucidazioni al medico.

“Ma è possibile che il mondo si faccia mettere in ginocchio da una malattia che tu consideri normale?” ha chiesto la giornalista.

“Eh sì – ha risposto Bernabei – abbiamo perso il senso. I nostri padri erano abituati a vite più dure, più difficili dove la morte era una protagonista. Noi figli ci siamo abituati al fatto che la scienza cura tutto e che il governo dev’essere impeccabile e implacabile. I medici sono diventati oramai dei piccoli stregoni. Non è così”. 

Bernabei ha chiesto di ripartire dalla normalità. “Questa malattia ammazza prevalentemente gli anziani, quello che succede in tutte le malattie infettive”. 

La Merlino ha incalzato sull’incubo delle terapie intensive: “Non è una malattia normale, è una malattia molto più grave delle altre”.

La risposta è stata lapidaria: “È esattamente non così. È una malattia che ha una mortalità [forse letalità? N.d.r.] che è cinque volte quella dell’influenza, non cinquanta. Ed è normale perché i virus normalmente attaccano i più fragili, quello che sta succedendo”.

Roberto Bernabei del Cts e il procurato allarme

Bernabei ha riportato l’esempio già citato nell’intervista rilasciata a Piazzapulita: l’ondata di calore in Europa del 2003. “Morirono cinquemila persone e tutte avevano più patologie e una media di 82 anni”.

Riguardo al problema degli ospedali in tilt, il primario ha ribadito l’importanza del medico di base. “Quando uno s’ammala di una malattia normale, che fa? Sta dentro casa, è la normalità. E sta dentro casa assistito da chi? Dal medico di medicina generale, altra normalità. Siamo nella casa di una persona normale, con una malattia normale che dev’essere gestita dal medico di medicina generale, punto”. 

Verso la fine dell’intervista ha detto che gestire l’emergenza è difficile, per tutti, ma che ci sono anche cose che si sarebbero potute evitare, come l’eccessivo allarmismo creato dai media.

“Capisco bene che puntare sul dramma fa più effetto, è la solita storia, le notizie buone non fregano a nessuno. Il problema è che qua fottiamo il Paese perché poi i Pronto Soccorso sono pieni perché la gente ha paura… si chiama procurato allarme”. Foto: L’Aria Che Tira – La 7