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Ranucci: «Notizia dall’ospedale dove arrivano gli organi dei bambini morti»

L’allarme è stato lanciato da Sigfrido Ranucci sui danni delle restrizioni imposte dal Conte2 e dall’attuale esecutivo.

“Vi do una notizia che mi è stata data da una persona che frequenta un ospedale molto importante, dove arrivano gli organi dei bambini che sono morti. C’è un dato che mi ha colpito in maniera impressionante: in questi ultimi mesi si sono suicidati 22 bambini, una cifra impressionante per i danni psicologici conseguenti al lockdown e alla pandemia”.

A dare questa terribile notizia è il giornalista e conduttore della celebre trasmissione Report Sigfrido Ranucci.

Per il giornalista si tratta di una sconfitta che riguarda tutti. “Se non siamo stati capaci di stare vicini ai nostri figli in un momento in cui c’era veramente bisogno è veramente una sconfitta”.

Il messaggio di Sigfrido Ranucci ai genitori

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Intervistato da Radio Radio Ranucci ha detto che non avrebbe voluto dare questa notizia ma “non potevo tenermela perché secondo me c’è un allarme sociale”.

Poi ha specificato che il suo intento non è certamente quello di voler terrorizzare ma dire a tutti i genitori di stare vicini ai propri figli.

Le parole di Ranucci trovano conferma negli ultimi dati sugli adolescenti rilasciati dal responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù, Stefano Vicari.

“Questo periodo della pandemia si è portato dietro in generale uno stress individuale e collettivo che è durato moltissimo” ha detto in un’intervista rilasciata al Corriere il 16 di settembre.

I ricoveri nel secondo lockdown

Secondo il professore non ci sarebbero cause specifiche direttamente legate alla pandemia. “Osservando le differenze tra il primo e il secondo lockdown, possiamo azzardare alcune ipotesi per spiegare l’aumento delle richieste di aiuto”.

Vicari ha spiegato che durante il primo lockdown, con le famiglie chiuse in casa e il timore di andare in ospedale, c’è stata riduzione dei ricoveri e di accessi al pronto soccorso.

“Nel secondo lockdown – invece – abbiamo avuto un aumento degli stessi del 30%. I genitori sono tornati al lavoro, ma le scuole (ovviamente non tutte) sono rimaste chiuse. I ragazzi sono rimasti soli ed è quello che ci raccontano al Pronto Soccorso: ci manifestano la loro solitudine”.

Il responsabile di Neuropsichiatria ha aggiunto che “durante il secondo lockdown è venuta a mancare una rete di relazioni che consentisse di ammortizzare lo stress percepito così fortemente dagli adolescenti; relazioni positive e valide sia in famiglia, sia a scuola, che nel gruppo dei pari”. Foto: YouTube