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Registratore di cassa e POS: il governo ha distrutto gli artigiani

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registratore di cassa

Dal registratore di cassa al POS, le nuove norme per frenare l’evasione fiscale hanno decretato la “morte” di migliaia di piccole imprese.

Dal primo luglio 2019 è stato reso obbligatorio lo scontrino elettronico per tutti gli esercenti con un volume d’affari superiore ai 400.000 euro. Obbligo che, dal primo gennaio 2020, è stato esteso a tutti i titolari di partita IVA.

Grazie allo scontrino elettronico l’incasso verrà trasmesso in maniera telematica direttamente all’Agenzia delle Entrare. Una misura che secondo il governo servirà ad abbattere l’evasione fiscale.

Non possiamo sapere se la maggior parte dell’evasione dipenda dalla piccola e media impresa ma, considerando la cifra del sommerso, che secondo i dati Istat equivale a più di cento miliardi di euro, pari al 12% del PIL, è probabile che la principale evasione non sia opera dei piccoli artigiani.

Il registratore di cassa

F24, Irpef, Irap, Inps, commercialista, camera di commercio, affitto, bollette, manutenzione ordinaria e straordinaria dei macchinari, personale, studi di settore, invio bilancio, conto corrente, Imu, Tasi (rifiuti speciali a parte), registro delle imprese e tanto ancora: come si può andare avanti?

Quello che stanno vivendo tantissime imprese italiane è una situazione drammatica: invece di trarre profitto lavorano per pagare le tasse. Dal 2016 al 2019 hanno chiuso tre milioni di partite IVA.

Da nord a sud la situazione non cambia e molti hanno scelto di chiudere bottega. Tra gli imprenditori più in sofferenza ci sono i piccoli artigiani, completamente dimenticati dal governo.

Con la scusa dell’evasione fiscale lo Stato li ha obbligati a comprare un registratore di cassa il cui prezzo d’acquisto supera i 500 euro.

A questi soldi vanno aggiunti quelli per la manutenzione annuale che variano tra gli 80 e i 120 euro. Certo, avranno un bonus del 50% ma, intanto, devono tirare fuori i soldi.

Come se non bastasse, trattandosi di uno strumento che consentirà l’invio telematico degli incassi, il titolare dell’impresa dovrà munirsi anche di connessione internet, ovvero chiamare un tecnico, affidarsi a un gestore e pagare una nuova rata mensile.

E se si riscontrano problemi durante la connessione, oppure il registratore fa i capricci, sarà compito dell’imprenditore rimediare nei tempi stabiliti dal Decreto Crescita (12 giorni)… come se non bastassero tutti i pensieri che si hanno per la testa. Inoltre, dal primo luglio 2020, anche il POS diventerà obbligatorio.

“Hai la partita IVA? Arrangiati”

Evidentemente la politica non si rende conto di quanti sacrifici facciano i titolari di partita IVA, e non per diventare ricchi, come evidentemente pensano lor signori ma per sopravvivere. Invece lo Stato considera artigiani e liberi professionisti come evasori.

I nostri governatori offendono la dignità del piccolo imprenditore e si fregiano di aumentare la busta paga ai dipendenti. Poi ci sono gli statali che continuano a lamentarsi, loro, che quando va male lavorano fino al venerdì, con tredicesima, quattordicesima e malattia.

Nulla da dire su entrambi, bene che i dipendenti abbiano più soldi in busta paga, giusto che qualcuno si lamenti ma… alle piccole e medie imprese, chi ci pensa?

Hai la partita IVA? Cavoli tuoi! Lo Stato “tratta” soltanto con le aziende di un certo livello… quando è capace, s’intende. Per piccoli imprenditori, liberi professioni e artigiani non c’è tempo: “Arrangiatevi”

Eppure sono loro il motore dell’Italia. Tra l’altro, per queste vittime della burocrazia, niente ferie pagate e nessun diritto di ammalarsi… “Ma che importa, loro guadagnano”.