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Renzi lascia il PD e crea un altro partito: un nuovo inizio o la fine definitiva?

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L’annuncio di Matteo Renzi era atteso da giorni, per alcuni da mesi. Lascia il PD aprendo inevitabilmente l’ennesima e definitiva crisi all’interno dell’ormai ex partito.

Una mossa prevedibile, che si ripercuoterà anche sul nuovo governo. Molti considerano questa scelta azzardata e priva di buon senso; altri pensano a una strategia legittima e studiata da tempo.

“Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso”. Inizia così il post pubblicato da Matteo Renzi, che su Facebook ribadisce le sue intenzioni nel voler intraprendere un nuovo percorso politico.

“Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni”.

Renzi: “Ci vediamo alla Leopolda”

Per Matteo Renzi la vittoria ottenuta in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante ma non basta. Ora bisogna “costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa”.

Secondo l’ex premier “c’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno”.

Poi risponde alle polemiche di chi sta nei palazzi. “Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà”.

Per Renzi c’è una strada nuova da percorrere. “Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo”.

Conclude il post invitando all’adesione di questo progetto politico “Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani. Ci vediamo alla Leopolda”.