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Riaperture, la foto di una mensa aziendale: le regole sono uguali per tutti?

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riaperture

Riaperture delle attività in corso in questa fatidica fase 2 ma come sempre le regole non sono ben chiare e ognuno fa come vuole.

Le testimonianze, anche solo in ambito familiare e nella fascia di amici di ognuno, raccontano storie molto diverse che riguardano la preparazione alla fase 2.

Le riaperture saranno molte, dai ristoratori alle aziende che proveranno a tornare a regime ma c’è una linea guida da seguire?

Questi dubbi, che da tempo aleggiano nell’aria, oggi hanno avuto una svolta grazie a una foto pubblicata su una pagina Facebook.

Riaperture delle attività fai da te

La fotografia mostra una mensa aziendale. Alcuni posti ai tavoli sono indicati con un divieto per rispettare il distanziamento minimo di un metro. Anche per i ristoranti basta fare così?

Sui tavoli della foto si vedono anche dei tovaglioli di carta e dei condimenti, accessibili ai lavoratori, che ovviamente mangiano senza guanti.

Molti ristoratori hanno pubblicato diversi video di protesta in cui hanno mostrato come sarebbe cambiata la disposizione dei tavoli all’interno e all’esterno dei loro ristoranti con le nuove normative.

C’era anche la proposta di comodi divisori in plexiglass per dividere i commensali a un tavolo. Ovviamente l’acquisto sarebbe a carico del ristoratore.

E le mense aziendali? Abbiamo chiesto ad alcuni lavoratori che hanno vissuto l’esperienza della pausa pranzo dopo le riaperture.

Diversi intervistati hanno confermato che nelle loro aziende la situazione nelle mense è simile a quella mostrata nella foto, aggiungendo che non veniva svolta la sanificazione giornaliera.

Anche le varie aziende che stanno lavorando non seguono tutte le stesse procedure. In alcune rilevano la temperatura prima di entrare in fabbrica e consegnano all’ingresso due paia di guanti e due mascherine.

In altre, se non sono i dipendenti a ricordare al datore di lavoro che devono portare la mascherina per poter lavorare, si starebbe giornate intere senza.

Alcune aziende tengono aperte le mense, altre organizzano i turni per non aprirle. In alcune fabbriche è vietato entrare negli spogliatoi mentre in altre è possibile addirittura fare la doccia.

La chiarezza prima di tutto

Ma come è possibile che dopo mesi e mesi di consultazioni col comitato scientifico, non sia possibile avere delle regole da seguire per le riaperture chiare e uguali per ogni settore?

Una richiesta chiara era sta stata avanzata da alcuni sindacati, come quello degli stabilimenti balneari, per ottenere un’ordinanza nazionale per uniformare le modalità di riapertura.

E se ripensiamo alle indicazioni date ai cittadini dal Presidente del Consiglio Conte, scopriamo che le varie attività non sono le uniche a non aver capito cosa devono fare.