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Riccardo Bossi, il figlio di Umberto, al ristorante: «Vado a prelevare» ma…

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riccardo bossi
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Riccardo Bossi, primogenito del senatore Umberto, è stato denunciato da un ristoratore fiorentino per aver consumato una cena ed essersi dileguato senza pagare.

Mangiare e andare via senza pagare: lo avete mai fatto? Mi auguro di no. Magari vi sarà capitato di sentirne parlare, forse ricorderete delle scena di qualche film.

Se ne avete sentito parlare potete aggiungere tra le varie storie quella di Riccardo Bossi, figlio del senatore Umberto, che ha deciso di trascorrere un week end sulla riva dell’Arno, prenotare in un locale, cenare e poi dileguarsi senza pagare.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Nazione, il fatti risalirebbero a venerdì sera: dopo aver telefonato e prenotato un tavolo all’Antico Beccaria, Bossi junior si è presentato al locale in compagnia di una ragazza.

Riccardo Bossi esce senza pagare

I due guardano la partita accompagnandosi con cibo e bevande: salumi, formaggio e birra. Al momento di pagare però, Riccardo dice al proprietario del locale di avere problemi con la carta di credito e di non avere con sé i contanti.

Chiedono quindi di potersi allontanare per effettuare un prelievo: sarà l’ultima volta che metteranno piede nell’Antico Beccaria. Fortunatamente il ristoratore aveva memorizzato la chiamata della prenotazione sul cellulare e decide di richiamare Riccardo.

Bossi risponde che stava prelevando ma in realtà, sempre secondo quanto riportato da La Nazione, si trovava già in camera da letto. A questo punto sono intervenute le forze dell’ordine che lo hanno invitato a scendere, lo hanno identificato e informato del rischio di una denuncia. Denuncia che non tarda ad arrivare: reato di insolvenza fraudolenta.

Una vicenda certamente non bella e che potremmo anche definire “triste”, dal momento che la cifra da pagare per saldare il conto era di appena 66 euro. Come se non bastasse, alla denuncia del ristoratore potrebbe aggiungersi quella di un albergatore che ancora aspetta il saldo. – Foto da YouTube, Servizio Pubblico