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Istruzione

Rientro a scuola: un medico e genitore commenta affranto le nuove regole

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rientro a scuola

In questi giorni si parla tanto del rientro a scuola e delle nuove regole per fronteggiare il coronavirus. 

“Ieri sera ho partecipato alla riunione per l’inizio dell’anno scolastico dei miei figli, entrambi alla primaria. Quando la riunione è finita ero molto affranto: non è stata una bella serata”.

Sono le parole di Stefano Manera, medico anestesista rianimatore che ha prestato servizio al Papa Giovanni XXIII di Bergamo durante l’emergenza. Il dottore ha riportato alcune regole scolastiche contro il contagio.

“I bambini, compresi quelli che entrano in prima elementare, non potranno essere accompagnati dai genitori all’interno della scuola, ma dovranno essere rigorosamente lasciati all’ingresso del plesso scolastico”.

Rientro a scuola: se si piange nessun abbraccio

“Saranno seduti ai banchi ad un metro di distanza, due dalla maestra, senza mascherina se non si muovono, con la mascherina quando si alzano”.

E ancora: “I fazzolettini dovranno essere gettati in appositi contenitori” mentre “il materiale didattico sarà esclusivamente ad uso personale: vietato scambiarsi o prestare le cose”.

Rispetto alla sanificazione delle superfici il medico ha detto che chiederà le schede tecniche dei prodotti, “compresi i gel idroalcolici che ho già detto non essere adatti (né utilizzabili) da bambini in quanto molto tossici”.

Le finestre dovranno essere aperte ogni ora, anche in caso di pioggia, mai il vero momento critico sarà la ricreazione.

“Voglio davvero vedere come faranno coi giochi di gruppo – ha continuato il medicoelemento naturale e vitale a quell’età. Le attività motorie, svolte senza mascherina, dovranno contemplare le distanze, ma saranno comunque banditi sport di squadra, gruppo e contatto”.

Come se non bastasse, oltre a non poter soffiare il naso ai più piccoli, le maestre non potranno abbracciare o consolare quelli che piangono. E per i compleanni? Sarà vietato portare torte o bibite dall’esterno.

La saletta Covid

“È stata istituita la saletta Covid, dove, in caso di sintomi sospetti, che poi sono gli stessi di una comune influenza, l’alunno sarà condotto, in attesa che i genitori vengano a prenderlo”.

Una situazione davvero surreale quella che dovranno vivere questi bambini, abituati come sono a socializzare con i loro compagni di scuola e a ricevere attenzioni dalla maestra.

Non dev’essere bello per un bambino che piange, restare solo senza che nessuno possa abbracciarlo o stargli vicino. Per non parlare della saletta Covid: come si sentirà un bimbo isolato lì dentro?

È davvero questa la scuola che vogliamo per i nostri bambini? A quanto pare sì: “L’unico genitore, dei 53 presenti, a muovere delle critiche sono stato io” ha detto il medico.

Fortunatamente non tutti i genitori restano inermi e lo stesso Manera ha detto che la voglia di fare qualcosa non lo ha mai abbandonato: “E questo è ciò che continuerò a fare”.

La foto sulla sinistra sembra sia stata scattata in Spagna (fonte) mentre quella sulla destra proviene da un video girato sempre in Spagna: