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Risultato tampone, Scoglio spiega come leggerlo: «Attenzione alla truffa»

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Sempre più dubbi sorgono sul risultato positivo del tampone e sui conteggi. Il ricercatore Stefano Scoglio cerca di spiegare perché sarebbero inaffidabili.

Gli esperti che considerano questi test poco affidabili sono sempre più numerosi e tra questi c’è anche chi li ritiene totalmente inutili perché afferma che il virus non sia stato mai isolato.

Uno dei sostenitori di questa tesi è il ricercatore Stefano Scoglio che, qualche giorno fa, ha parlato di alcune ambiguità legate ai risultati dei tamponi.

«Oggi ho scoperto un nuovo elemento di questa vera e propria truffa» ha scritto in una nota. Si riferisce alla «scelta di ridurre la positività al tampone al rilevamento di uno solo dei tre geni che definirebbero il SARS-CoV-2».

Risultato del tampone falsato: da aprile è cambiato tutto

Stefano Scoglio ha spiegato che i tamponi ricercano tre geni caratterizzanti il SARS-CoV-2: il gene E, il gene RdRp e il gene N.

«Se il virus fosse presente, dovrebbero essere trovati tutti e 3, perché se il virus è integro, l’unico caso in cui può avere un ruolo patogeno e infettare, è chiaro che il test deve trovare tutti e 3 i geni che lo compongono».

In effetti inizialmente era così e i risultati dei tamponi erano positivi solo se si trovavano tutti e tre i geni. Ma tutto è cambiato dallo scorso aprile.

Questa è l’immagine di un tampone positivo che sta facendo il giro del web. Come si può vedere c’è la positività a uno solo dei tre geni ma l’esito del test è comunque positivo.

Nelle note si legge «dal 02/04/2020, in accordo con il centro coordinatore regionale, la rilevazione anche di un singolo gene target di SARS-CoV-2 viene interpretata come esame POSITIVO».

Il dottor Scoglio ha ipotizzato che, se si fossero mantenuti i criteri iniziali per comunicare i risultati dei tamponi, quasi sicuramente non avremmo rilevato tutti i positivi asintomatici.

Come si può leggere nel risultato: «Rilevata positività con valori di CT > 35. Si ricorda che tale condizione, in più del 95% dei casi, non è associata a presenza di infettività».

Con CT (ciclo-soglia) si indica il parametro che quantifica la carica virale del virus. Più questo valore è basso più il paziente è contagioso. Mentre più cicli deve fare la macchina per rilevare la positività, minore è la presenza del virus.

Il laboratorio ha messo nero su bianco che i risultati positivi dei tamponi con CT superiore a 35 non rappresentano malati contagiosi in quasi la totalità dei casi.

Nessun contagio con CT superiore a 35

L’OMS non ha fissato il numero di cicli oltre il quale il positivo non è più contagioso. Lo ha invece fatto il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, uno dei più autorevoli al mondo, secondo cui oltre i 35 cicli una persona, anche se positiva, è innocua.

Avevamo parlato in un nostro precedente articolo di questa particolarità nei risultati dei tamponi. Su 400 positivi con CT 30 solo 9 risultavano in grado di trasmettere le infezioni alle colture cellulari (2,3%).

Lo studio è stato svolto da Fausto Baldanti, Responsabile dell’Unità Virologica Molecolare al Policlinico San Matteo di Pavia.

L’autore affermò a Quarta Repubblica: «Più si estremizza la sensibilità di un test, più si rischia che il test risulti poco specifico».

Inoltre non tutti i geni individuati dal tampone hanno la stessa rilevanza. Il ricercatore Scoglio ha evidenziato che per esempio «il gene E del SARS-Cov 2 è identico al 100% a quello del SARS-CoV-1».

Invece il gene N ha una sola variazione rispetto al SARS-CoV-1. «Le possibilità di confusione e cross-reattività (rilevare un SARS virus diverso dal SARS-CoV-2) sono molto elevate».

Quello più rilevante nei risultati dei tamponi è il gene RdRP con 5 variazioni su 64. Il risultato cambia molto se viene trovato questo gene piuttosto che gli altri due.

Il commento finale di Stefano Scoglio fa riflettere. «L’unico gene rilevato, come se non bastasse la sua aspecificità e cross-reattività, è stato rilevato con un numero di cicli di PCR superiore a 35, il che, a detta di tutti gli esperti seri di PCR, genera risultati non affidabili, e generalmente “spazzatura”. Almeno, in questo laboratorio, hanno scritto che il positivo in questione non è infettivo; ma pensate che ciò venga riportato nelle terroristiche statistiche nazionali?» Foto: YouTubeFacebook