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Ritrovato dopo decenni il sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima

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hiroshima survivor

Si chiama Hiroshima survivor il piccolo e antichissimo bonsai divenuto simbolo di vita contro la morte seminata dalle bombe nucleari.

Hiroshima survivor è un bonsai con una storia molto particolare: è sopravvissuto alla prima delle due bombe atomiche lanciate dagli americani sul Giappone nell’agosto del 1945.

Il piccolo pino bianco vide la luce nel 1625 e in seguito divenne proprietà della famiglia Yamaki, che ne aveva la custodia quando il dramma dell’atomica si abbatté sul Sol Levante.

Come ricorda un articolo pubblicato su vanillamagazine, il bonsai “si trovava a meno di 3 chilometri dal punto di impatto della bomba. E sopravvisse miracolosamente non solo alle radiazioni ma anche a schegge di vetro e detriti che vennero lanciati in tutta la città“.

Hiroshima survivor: il bonsai è stato donato agli USA

Diversi anni più tardi il signor Masaru Yamaki, che era un maestro bonsai, ha donato il piccolo albero al popolo americano per celebrare il bicentenario della Dichiarazione di Indipendenza degli USA.

L’albero è entrato quindi a far parte della collezione di bonsai del National Arboretum di Washington e fa tutt’ora bella mostra di sé all’ingresso della struttura, visitata ogni anno da tantissime persone.

La vera storia del piccolo pino bianco si è venuta a sapere soltanto nel marzo del 2001, quando due nipoti del signor Yamaki andarono a Washington per vedere il bonsai di cui avevano tanto sentito parlare in famiglia e per rendere omaggio alla memoria del nonno.

Sono stati loro a spiegare che il piccolo pino bianco era sopravvissuto al bombardamento atomico e che la loro famiglia l’aveva curato per cinque generazioni prima che arrivasse in America.

A settembre dello stesso anno, i due Yamaki tornarono a Washinton e portarono al Museo foto storiche che mostravano il piccolo pino bianco nella serra del nonno.

Ora tutti conoscono la vera storia di Hiroshima survivor, che – si legge su allthatsinteresting – è “un dono prezioso di amicizia e di connessione tra culture diverse“.

Ed è anche e soprattutto un segno di quanto lontano possano portare l’amore e l’attaccamento alla vita.