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Roberto Formigoni senza pensione e vitalizio a 72 anni: cosa farà adesso?

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Roberto Formigoni

La decisione arriva come un macigno sull’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni: stop a vitalizio e pensione da agosto.

Roberto Formigoni, 72 anni, è uscito la scorsa settimana dal carcere di Bollate e sconterà il resto della sua pena ai domiciliari.

A febbraio la Cassazione lo ha condannato in via definitiva a cinque anni e dieci mesi per corruzione in quanto coinvolto nella vicenda dei fondi neri delle cliniche Maugeri – San Raffaele.

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Il Senato dice stop a pensione e vitalizio per Roberto Formigoni

Il Consiglio di presidenza del Senato prende atto della sentenza e comunica all’ex governatore il destino della sua pensione e del suo vitalizio.

Hanno preso la decisione in base alla delibera del 2015 della Camera e del Senato che prevede la sospensione delle erogazioni di pensioni e vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva.

A comunicarlo è Laura Bottici, senatrice del Movimento 5 Stelle, che ricopre l’incarico di questore del Senato: da agosto le erogazioni saranno sospese.

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Roberto Formigoni dopo 5 mesi trascorsi nel carcere di Bollate, è adesso ai domiciliari presso l’abitazione di un suo amico di Milano.

Hanno avvistato pochi giorni fa l’ex governatore durante la sua prima passeggiata in “libertà” ma i suoi domiciliari hanno prescrizioni imposte dai giudici che non deve violare.

Le uscite sono consentite solo per necessità di salute, per soddisfare indispensabili esigenze di vita (come fare la spesa), ma non più di due ore al giorno e senza lasciare Milano.

Ovviamente non dovrà frequentare pregiudicati o tossicodipendenti e non potrà rilasciare interviste di nessun tipo.

Roberto Formigoni, che nella sua carriera è stato governatore della Lombardia per quattro mandati, tre volte senatore, tre volete deputato e due volte europarlamentare, finirà di scontare la sua pena nel 2023.