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Sardine, Nibras Asfa: Anmi si dissocia dalla sorella musulmana

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Anmi (Associazione nazionale musulmani italiani) si dissocia dalle parole di Nibras Asfa, la ragazza musulmana che ha parlato sul palco delle sardine in piazza San Giovanni a Roma.

Sabato 14 dicembre si è svolta a Roma la prima grande manifestazione del movimento delle sardine. Tra i diversi relatori due in particolare hanno suscitato il dibattito post-manifestazione: il leader Mattia Santori e la ragazza musulmana Nibras Asfa.

Il primo per aver annunciato le proposte del movimento e la seconda per le polemiche scaturite da alcune vecchie dichiarazioni del marito, Sulaiman Hijazi, su Hamas e l’occupazione israeliana dei territori palestinesi.

A polemizzare con la ragazza musulmana non è soltanto una parte dell’opinione pubblica e politica nazionale ma anche appartenenti alla sua comunità religiosa.

Dal sito Dailymuslim riportiamo alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Associazione nazionale musulmani italiani, Raffaello Yazan Villani.

“Come associazione apartitica, non parteggiamo per nessuno, ma allo stesso tempo avendo nel nostro statuto come obbiettivo quello di far conoscere la nostra vita da musulmani a chi non la conosce, intendiamo avere un pensiero quando un musulmano compie un gesto non consono al nostro stile di vita religioso”.

Dichiarazioni che hanno il sapore di una netta dissociazione da parte del mondo musulmano, rispetto alle parole pronunciate da Nibras Asfa durante la manifestazione delle sardine.

“Un musulmano – continua Villani – o una musulmana non ha nella sua indole e nei suoi insegnamenti l’imitazione come atto della sua vita sociale e religiosa”.

L’inequivocabile comunicato dell’Anmi alla sorella musulmana

Poi quella che sembra essere una ramanzina: “Lo stesso – riferendosi al musulmano – non deve assolutamente prendere in giro con allusioni nessuno, ma cerca di essere leale e onesto prima con se stesso, e in seguito con chi ha di fronte nemico o amico che sia. Invece di usare toni canzonatori, il musulmano deve proporre, fare, conciliare e cercare il dialogo”.

Una visione molto diversa da quella espressa dalla sorella musulmana. “Noi di Anmi con le nostre azioni, non abbiamo mai preso in giro nessuno e mai abbiamo imitato nessuno”.

Poi ricorda le parole del Profeta Muhammad: “Chi di voi imita gli altri, sarà inevitabilmente come chi cerca di imitare”. E aggiunge: “Parole che dovrebbero insegnare molto anche a chi ha, nella sua indole, la mania di protagonismo”.

Il presidente dell’Anmi spiega che “attraverso questo comunicato ci allontaniamo da qualsiasi pensiero o opera che possa ricondurre a ciò che la ragazza ha espresso solo a suo nome e non dell’intera comunità musulmana italiana, togliendo da ogni dubbio chi abbia potuto intravedere in quelle parole una nostra approvazione”.