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Sassi sui binari in attesa del disastro: minorenni devastano Carpi – Video

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Sassi sui binari

Sassi sui binari a Carpi, in provincia di Modena, dove un gruppo di minorenni si è reso protagonista di atti vandalici che hanno scosso l’intera comunità.

Cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Dovremmo iniziare a porci più spesso questa domanda provando a intercettare il loro disagio, prima che sia troppo tardi.

Tutti noi siamo stati minorenni e, con ogni probabilità, il 99% di chi sta leggendo questo articolo avrà fatto qualche bravata. Il problema è che le bravate sembrano adeguarsi ai tempi e quelli che stiamo vivendo sono davvero pessimi.

Ci sono ragazzini disposti a rischiare la propria vita per un selfie, altri che provocano risse da poter filmare e poi condividere sui social. Per non parlare dei tantissimi video che girano su WhatsApp.

Sassi sui binari, tragedia sfiorata

C’è anche chi si spinge oltre, come un gruppo di ragazzini, tutti minorenni, che in Emilia Romagna, a Carpi, decidono di posizionare dei sassi sui binari, filmando e sperando che accada qualcosa all’arrivo del convoglio.

La vicenda di Carpi ha scosso l’intera comunità ma, pensare come ha fatto qualcuno, che questi minorenni avrebbe agito per noia… non mi convince. La noia non puoi combatterla mettendo un masso sui binari.

La mia generazione non aveva i social e quella prima nemmeno i cellulari ma sapevamo come trascorrere il tempo. Abbiamo fatto certamente qualche sciocchezza ma da qui a poter causare una tragedia a o sfasciare tutto per noia ce ne passa.

E allora, cari genitori, penso che se c’è un disagio tra i giovani, non è certamente il non sapere come trascorrere le loro giornate ma, piuttosto, sentirsi soli e vulnerabili quindi pronti a diventare prede.

Smettiamola di lasciare che siano al cellulare quando siamo a tavola: parliamo, dialoghiamo, sforziamoci di trovare il tempo per una gita fuori porta.

Se non interveniamo subito, puntando sulle nostre capacità di veicolare i valori in cui crediamo, finiremo per avere una generazione di violenti. Non lasciamo che sia internet a occuparsi dei nostri figli.