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Saviano pure sul carabiniere ucciso: «Strumento politico contro i migranti»

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saviano sul carabiniere ucciso

Roberto Saviano sulla notizia del carabiniere di 35 anni ucciso a Roma: “Non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti”.

Avrei evitato volentieri di scrivere due righe sul post Facebook di Roberto Saviano ma non posso, e le ragioni le capirete voi stessi leggendo cos’ha scritto. Perdonatemi, ma ho come l’impressione che qui si stia davvero esagerando.

Se si parla o si scrive di Bibbiano si è contro il PD, se parli o scrivi del povero Mario, il carabiniere ucciso a Roma, sei contro i migranti.

Eccolo l’ultimo post di Roberto Saviano, che, dopo aver raccontato il fatto ed elogiato il corpo dei carabinieri, scrive: “E ora la morte di Mario Cerciello Rega
è già territorio saccheggiato dalla peggiore propaganda”.

Saviano sul carabiniere ucciso: “Strumento politico contro i migranti”

“La morte di un Carabiniere in servizio – continua lo scrittore – non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti”.

Non so se vi rendete conto ma secondo quanto scrive questo luminare della sinistra, chi esprime giustamente dolore e rabbia per l’uccisione del carabiniere starebbe usando la sua morte come “strumento contro i migranti”.

Ma va anche oltre: “Delinquenti politici che, per allontanare da sé i sospetti sui crimini commessi, non esitano a usare i più deboli tra voi, e i più esasperati (ognuno ha una ragione per esserlo), per alimentare sentimenti razzisti che non hanno ragione di esistere”.

Il riferimento è sicuramente al Ministro dell’Interno, suo acerrimo nemico e, con ogni probabilità, a tutta l’area di destra che, sempre secondo Saviano, parla di questa triste vicenda per “alimentare sentimenti razzisti”.

E allora, miei cari signori, se dovete gridare fatelo solo in una direzione, e che sia quella giusta, altrimenti potreste essere tacciati di razzismo.

Dall’altra parte invece tutto è concesso, anche usare bambini morti per parlare di migranti. In quel caso nessuno starebbe strumentalizzando.

Ecco, credo che questa sinistra, non solo i politici come nel caso Bibbiano ma anche la stampa e questi intellettuali che vivono di monologhi senza il coraggio del confronto, rappresenti il momento più basso della storia della sinistra italiana.

Noi vogliamo parlare, scrivere e urlare se necessario, com’è giusto che sia: per ricordare chi ha sofferto, per onorare chi è morto, perché ciò che è stato fatto non avvenga mai più.