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Scoperto anticorpo che neutralizza il virus: «Meglio dei farmaci»

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anticorpo

Grazie a un paziente guarito dalla SARS, gli scienziati britannici hanno scoperto un anticorpo in grado di neutralizzare il coronavirus.

Il coronavirus responsabile di Covid-19 condivide molte caratteristiche con quello che causò l’epidemia di SARS tra il 2002 e il 2004.

Partendo da queste similitudini, gli scienziati britannici hanno analizzato il sangue di coloro che hanno superato la sindrome respiratoria acuta grave per capire come ci fossero riusciti.

Grazie al Diamond Light Source, una potente macchina a raggi X situata presso il Campus Harwell Science and Innovation, nell’Oxfordshire, hanno scoperto un potente anticorpo in un paziente guarito da SARS.

Anticorpo su un paziente guarito da SARS offre speranza

L’anticorpo è una piccola molecola che si attacca con un legame a un corpo estraneo (antigene), quindi anche ai virus, facilitandone il riconoscimento da parte del sistema immunitario che provvederà a distruggerlo.

Dopo la scoperta, ulteriori test hanno dimostrato che questo anticorpo si attacca meglio al coronavirus resposabile della Covid-19 che a quello che scatena la SARS. A riportare la notizia il prestigioso giornale britannico The Telegraph. 

Come dichiarato dal professor Gwyndaf Evans: «L’anticorpo proviene da un paziente che nel 2004 ha contratto la Sars. I due virus appartengono alla stessa famiglia, quindi sono strettamente correlati ed entrambi hanno lo stesso recettore nelle cellule».

«Il team ha isolato la proteina spike [attraverso la quale il virus SARS-CoV-2 invade le cellule, n.d.r.] ed esaminato il paziente sopravvissuto alla Sars per vedere se era in grado di identificare un legame anticorpale nel posto giusto per avere un potenziale utile», ha continuato il professore della Diamond.

«Abbiamo trovato un anticorpo che sembra  creare un legame ancora migliore col nuovo coronavirus, quindi speriamo che possa diventare una terapia», ha spiegato Evans. 

E ha aggiunto: «Non è tipico usare terapie anticorpali ma sono già prodotti nell’uomo, quindi biocompatibili, e supererebbe le lacune delle cure farmacologiche».

Gli scienziati di Harwell hanno utilizzato anche la loro piattaforma cristallografica “XChem” per testare se alcuni frammenti di farmaci possano funzionare contro una parte del virus chiamata proteasi. Al momento hanno trovato 55 molecole che potrebbero bloccare il coronavirus.

Il professor Evans ha spiegato: «Una volta identificati i risultati con questi piccoli frammenti di farmaci, potremmo legarli insieme per creare un farmaco molto specifico e altamente efficace. Così specifico da non danneggiare il resto del corpo».