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Scuola in Spagna: no a distanze e mascherine ma non ditelo alla Azzolina

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In Spagna il Governo presenta il nuovo piano per il rientro a scuola a settembre, che prevede lezioni in presenza per tutti gli alunni.

Il ministro dell’Educazione, Isabel Celaá, ha cambiato idea e ora prevede di aprire le scuole in autunno con tutti gli studenti.

Nuove dichiarazioni rispetto a quelle di un mese fa, in cui si stabiliva l’utilizzo della didattica a distanza e turnazione in classe.

Vista la situazione attuale, con un numero di contagi e decessi molto basso, il Governo ha deciso quali misure prendere per poter fare lezione in sicurezza.

Scuola in Spagna, il Governo si scusa con gli alunni: “Non sono fonte di contagio come si pensava, il rischio è basso”

Innanzitutto nessun obbligo di mantenere le distanze o portare le mascherine fino alla quarta elementare. Dal quinto anno gli alunni dovranno mettere la mascherina solo per arrivare in aula.

Una volta seduti, potranno toglierla. Restano invece le basilari norme igieniche, come lavarsi le mani e non andare a scuola se si ha la febbre.

Cambia anche il numero massimo di alunni: si potranno formare classi da 20 alunni, e non più da 15 come previsto a maggio.

Inoltre le lezioni potranno svolgersi anche all’aperto, nei cortili o nei parchi vicini alle scuole, oppure utilizzare ludoteche e palestre.

Un protocollo diverso, dovuto al fatto che nuove evidenze scientifiche decretano la bassa contagiosità di bambini e adolescenti.

Secondo i dati della Rete Nazionale di Sorveglianza Epidemiologica, solo l’1,37% di tutti i casi confermati di coronavirus corrisponde alla popolazione tra 0 e 19 anni, sottolinea il Ministero.

Ci scusiamo con i nostri studenti, pensavamo che mantenere le scuole aperte avrebbe diffuso il contagio in maniera significativa”, ha detto la ministra Celaá.

Così non è stato e lo dimostra il fatto che in molti paesi europei, come Norvegia e Svezia, le scuole hanno già riaperto da tempo.

In altri Stati, come la Svizzera, sono state addirittura chiuse solo per una ventina di giorni a marzo. Da quando hanno riaperto, nessun aumento dei contagi.