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Sileri: «Non ci può essere un nesso tra Covid e incidente stradale»

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pierpaolo sileri

Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri interviene sul numero dei morti da Covid-19: “La comunicazione dev’essere più precisa”.

Da quando è iniziata la pandemia si è fatta molta confusione sul conteggio dei morti. La prima difficoltà riscontrata è stata quella di provare a distinguere i decessi per coronavirus da quelli con coronavirus.

Nel bollettino quotidiano della protezione civile si è sempre parlato di morti Covid-19, specificando solo le percentuali di coloro che avevano patologie pregresse.

Sileri e le morti per Covid-19: “Più precisione”

In una recente intervista rilasciata a Radio Cusano Campus, il viceministro ha detto che la comunicazione dovrebbe essere più precisa.

Bisognerebbe, ad esempio, spiegare chi sono queste persone positive “se sono state sottoposte a screening, se sono persone che hanno fatto il test rapido e poi il tampone. E soprattutto se sono malati o sono solamente dei positivi”.

I numeri sono importanti, lo sono sempre stati e proprio per questo: “Se ogni giorno calano i ricoverati in terapia intensiva – ha detto Sileri – è lì che dobbiamo esprimere la realtà dei numeri”.

Poi riporta un esempio che rende bene l’idea di come si è scelto di agire sino a oggi sulla comunicazione, un metodo che, di fatto, giustifica l’alto numero di morti.

“Andrebbe anche visto chi è deceduto – sottolinea il viceministro – se era un paziente in terapia intensiva per un’altra ragione, e che magari aveva fatto il test perché era arrivato in ospedale”.

Poi racconta di una famiglia di due persone coinvolte in un incidente stradale e risultate positive al coronavirus. “Erano positivi e scoperti casualmente dopo un incidente stradale. La causa del ricovero è stato l’incidente, sicuramente non ci può essere un nesso tra Covid e incidente stradale”.

Quante volte sarà successo? Quanti positivi asintomatici e quanti morti per problemi non legati al coronavirus avranno gonfiato quei numeri che per mesi hanno terrorizzato gli italiani ogni giorno? Foto: YouTube

Covid e a comunicazione dei dati: procediamo con quella settimanale, no ai dati giornalieri

Sono contrario a dare i dati tutti i giorni, darei il trend settimanale. In ogni caso sono dei numeri bassissimi, puoi avere 170 casi un giorno e 210 un altro, la fluttuazione è minima. I numeri "importanti" da considerare, sono quelli che rappresentano l'impegno del nostro servizio sanitario nazionale.Se ogni giorno calano i ricoverati in terapia intensiva, è lìche dobbiamo esprimere la realtà dei numeri. Rispetto all'aumento dei morti che si registra in alcuni giorni, bisognerebbe valutare anche chi sono coloro che sono deceduti. O,ad esempio, valutare in che modo si è arrivati a scoprire un positivo: ci sono state persone che sono state ricoverate dopo un incidente stradale e sono poi risultate positive al Covid. Quanto ai prossimi mesi, ad oggi nessuno può dire se la seconda ondata di diffusione di coronavirus ci sara' o meno: pero' possiamo dire che se continuiamo con le misure di precauzione e con il potenziamento del sistema sanitario, verosimilmente vi sarà un incremento di casi, ma non sarà mai così grave come nella prima fase quando il virus ci ha preso letteralmente alle spalle. Non dobbiamo avere paura dei migranti positivi al coronavirus e bisogna essere tranquilli sul trasferimento, che viene fatto in sicurezza. Ai cittadini direi di essere più contenti del fatto che sia stato trovato un migrante positivo ed isolato, piuttosto che non venga trovato perché è sfuggito ai controlli. È chiaro che vi sia un incremento di contagi tra coloro che provengono da zone in cui il virus è meno sotto controllo rispetto al nostro Paese. Da una parte c'è il blocco dei voli, dall'altra un maggior numero dei tamponi come avviene ad esempio per i migranti che sbarcano. Da oggi, sarò tutti i giovedì su Radio Cusano Campus alle 9.15. Per il podcast integrale, link qui

Posted by Pierpaolo Sileri on Thursday, July 16, 2020