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Silieri, M5s: «Vaccino obbligatorio per tutti». Ecco dove volevano arrivare

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vaccino obbligatorio

Il Movimento Cinque stelle è compatto sul metodo per sconfiggere il coronavirus: “Vaccino obbligatorio per tutti”, ha detto il viceministro della Salute Silieri.

“Combattiamo l’epidemia ma non abbiamo vinto il virus, e non vinceremo finchè non abbiamo un vaccino”. Sono le parole pronunciate dal viceministro della Salute, Pierpaolo Silieri, durante un’intervista a Radio Cusano tv Italia.

“Credo che gli infettati continueranno a diminuire nelle prossime settimane ma il contagio zero non sarà possibile finché ci sarà contagio. Possiamo portarlo vicino allo zero con opere di contenimento e per questo, la riapertura va programmata e controllata”.

Alla domanda del conduttore, se quando uscirà il vaccino sarà obbligatorio o facoltativo, Silieri risponde: Non ho alcun dubbio: dev’essere obbligatorio“.

M5s: dal “no alla Lorenzin” al “vaccino obbligatorio anche per gli adulti”

La replica dell’intervistatore è a dir poco esilerante: “A me basta che facciano un vaccino – dice – anche se mi viene la manina così per due giorni… va bene, poi basta che posso muoverla di nuovo”.

Ecco a quale livello di informazione siamo arrivati, dire che una reazione avversa, magari grave, possa farti venire una “manina così” ma che poi, in fin dei conti, tutto passa.

Del resto il giornalista aveva detto di essere un “tifoso della scienza” e che “adora fare i vaccini”… forse è il caso di avvisare l’azienda italiana che sta sviluppando il vaccino, la Advent-Irbm di Pomezia, che abbiamo finalmente trovato un italiano pronto a sperimentarlo.

Dunque il M5s è passato dal voler cancellare la legge Lorenzin a confermarla e, adesso, vuole obbligare anche gli adulti.

Ecco cosa ha scritto il ministro Luigi Di Maio: “Potremo tornare alla totale normalità solo quando arriverà un vaccino. Il vaccino è molto importante”.

Considerando che il virus muta, è davvero questa l’unica soluzione plausibile? Secondo quanto dichiarato dal virologo di fama mondiale, Giulio Tarro“Se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato avere un vaccino che funziona in entrambi i casi”.

Per Tarro quello che serve non è un vaccino ma una cura: “Né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini. Si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti. Oggi non lottiamo contro l’Ebola ma il nostro nemico è una malattia che non è letale per quasi il 96% degli infetti”. Foto: YouTube