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Sindaco di Treviglio a Conte: «Conferenza stampa degna della Corrida»

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sindaco di treviglio

Le misure del governo per aiutare i comuni non soddisfano chi lavora in prima linea, il sindaco di Treviglio: “Un insulto a sindaci e cittadini”.

“Complimenti al premier Conte. Una conferenza stampa alle 19.40 del sabato sera per illudere le persone e far incazzare ancora di più i sindaci!”

È lo sfogo del sindaco di Treviglio, Juri Imeri, che in un lungo post ha risposto alle nuove misure varate dal governo per aiutare i comuni nel sostentamento delle famiglie in difficoltà.

“Premier e Ministro hanno annunciato che anticiperanno (e non daranno) ai comuni soldi a loro dovuti (e, per molti, anche già tagliati) e che distribuiranno 400milioni totali da dividersi tra tutti i comuni italiani per generi alimentari alle persone in difficoltà. Fate due conti… e scoprirete che arriveranno briciole”.

Sindaco di Treviglio: “Avete illuso la gente”

Meglio di niente – aggiunge il sindaco – ma per quelli come lui, che sono in prima linea in questa emergenza, “c’è bisogno di cose concrete non di elemosina”.

Una conferenza che fa male, soprattutto nella bergamasca, dove Imeri fa notare che mancano dispositivi di protezione individuale, tamponi, medici, ossigeno, personale.

“Già da stasera abbiamo mail e messaggi di persone che chiedono come avere questi soldi, buoni o generi alimentari. Da lunedì avremo i centralini intasati, con i dipendenti in smart working. A fare i conti della serva saranno circa 6€ a cittadino (e vediamo con quale criterio…)”.

Per il sindaco la diretta tv è servita ad “annunciare l’ennesimo provvedimento di presunta immagine che scaricherà sui sindaci altri problemi, aumentando la tensione sociale. Speriamo che la notte e le proteste dei sindaci portino consiglio”.

“Gli specchietti per le allodole non ci servono – continua Juri – ci servono medici, saturimetri, ossigeno, aiuti per i nostri imprenditori, i nostri commercianti, i professionisti e le partite Iva, sostegno vero alle famiglie”.

E ancora: “Ci serve aiuto per fornire dpi adeguati a chi effettua i servizi domiciliari, a chi opera nelle residenze sanitarie assistenziali, a chi presta soccorso, a chi porta pasti e medicine a domicilio. Ci servono tante cose concrete. Non l’elemosina”.

“Ma stasera… non ci ho proprio più visto!”

In questa fase il compito del primo cittadino è di grande responsabilità e, come fa notare quello di Treviglio, “ci sono sindaci che portano fisicamente i pasti agli anziani perché non c’è più personale che possa farlo; che vanno fisicamente a ritirare mascherine in ogni dove, pagate ovviamente con donazioni, soldi nostri o dei comuni”.

Ma anche coloro che “coordinano in prima linea progetti di solidarietà e che possono contare su aziende, volontari, cittadini che donano tempo, disponibilità e risorse per il territorio; che rispondono al centralino del comune perché i dipendenti sono malati”.

E poi “ci sono volontari del soccorso e della protezione civile impegnati da un mese e ormai esausti; qui si fa fatica anche a trovate pompe funebri perché decimate dal virus; qui ci sono sindaci che portano mascherine a casa dei malati oncologici”.

Sono “sindaci che fanno di tutto e di più, n prima linea h24. Senza distinzione politica, tutti impegnati a fare il meglio per i nostri cittadini. Lo fanno, lo facciamo, perché siamo il riferimento dei nostri cittadini”.

E conclude: “A mio modo di vedere avete illuso la gente, che avrà altre delusioni dopo i dolori, le angosce, le sofferenze, le restrizioni, le tante domande sulla gestione dell’emergenza. Avete fatto una conferenza stampa degna di C’è posta per te, La Corrida o qualsiasi altro programma del sabato sera”.

Poi si scusa per lo sfogo, dicendo di aver sempre cercato di evitare polemiche e mantenere un profilo istituzionale, rispettando ruoli e competenze: “Ma stasera… non ci ho proprio più visto!”. Foto: Facebook