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Sissy Trovato Mazza oggi avrebbe fatto 30 anni: uccisa per le colleghe?

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Oggi, 10 giugno 2019, Sissy Trovato Mazza avrebbe compiuto 30 anni. Originaria di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, lavorava nel carcere femminile della Giudecca, a Venezia, come agente penitenziaria.

Il primo novembre 2016 fu gravemente ferita da un colpo di pistola nell’ascensore del reparto di pediatria dell’Ospedale civile di Venezia. Il proiettile ridusse la povera ragazza in uno stato vegetativo: aveva 28 anni.

Ricoverata d’urgenza fu trasferita nel reparto di rianimazioni dell’ospedale di Polistena a causa dell’aggravarsi della situazione: è morta il 12 gennaio 2019

Ad oggi non si conosce né l’autore dell’omicidio né il movente ma di certo, chi ha sparato, era intenzionato a uccidere. Sul copro della vittima erano visibili anche i segni di una colluttazione.

La lettera di Sissy Trovato Mazza

In un primo momento le indagini erano orientate verso il suicidio mentre ora si sta indagando per omicidio. Ricordiamo che il giorno in cui fu uccisa stava prestando servizio.

Il 21 gennaio scorso, il sito fanpage.it pubblicava una lettera scritta a mano da Sissy e indirizzata all’ex direttrice del carcere di Giudecca, Gabriella Straffi, oggi in pensione. La lettera fu trovata dai parenti tra alcuni dei suoi documenti.

Nelle poche righe si legge: “La sottoscritta agente Maria Teresa Trovato Mazza informa la signoria vostra che negli ultimi giorni sono stata avvicinata da molte detenute che hanno raccontato fatti gravi che riguardano le mie colleghe”.

Poi continua: “Essendo la cosa molto delicata ho cercato di non ascoltare e di riferire tutto subito all’ispettore … la quale mi ha consigliato di parlare al più presto con la signoria vostra”.

Parole inquietanti che fanno pensare a un crimine studiato e voluto per paura che l’agente potesse rivelare fatti molto gravi avvenuti all’interno del carcere.

A confermarlo – sempre dal sito fanpage.it – la testimonianza di una detenuta che parla dell’agente Sissy come di una persona “sempre disposta ad ascoltare e aiutare le detenute nelle ingiustizie che succedevano all’interno dell’istituto”.

E aggiunge: “Ha sempre svolto il suo lavoro al meglio, solo che per il resto del personale non andava bene. E ora ci ritroviamo a piangere una ragazza meravigliosa con tanta voglia di vivere e che credeva nel suo lavoro e in ciò che faceva”.