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Smercio illegale di farmaci, coinvolti medico e tre farmacisti: ecco dove

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smercio illegale di farmaci

Smarcherato sistema di smercio illegale di farmaci a Cosenza: coinvolti anche un medico e tre farmacisti. Ancora in corso perquisizioni in tutte le farmacie della zona.

Questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Cosenza e del Gruppo Tutela salute di Napoli hanno eseguito 9 ordinanze agli arresti domiciliari e 4 misure interdittive dall’esercizio della professione nei confronti di un medico di base e tre farmacisti.

Le accuse: truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, prescrizioni abusive in concorso e detenzione e cessione di stupefacenti.

Un sistema che andava avanti dal 2015 e che ha consentito, oltre a un ovvio guadagno da parte delle persone coinvolte, un considerevole danno al servizio sanitario nazionale.

Smercio illegale di farmaci, il paziente: “Tanto paga lo Stato”

Grazie alle indagini si è scoperto uno smercio illegale di farmaci oppioidi a base di ossicodone attraverso la prescrizione delle ricette da parte del medico di base con la collaborazione dei tre farmacisti.

Nel video dei carabinieri, pubblicato su YouTube da L’altro Corriere Tv, si legge: “In una conversazione captata, il medico di base palesa timori avendo piena consapevolezza del fatto che gli indagati non hanno alcun titolo per avere le prescrizioni del farmaco oppioide a base di ossicodone”.

In un’altra conversazione captata “il medico in questione è preoccupato per l’abbassamento delle difese immunitarie del paziente e spiega come, a causare il disturbo, possa essere stato l’eccessivo consumo del farmaco”.

Poi quella frase del “paziente” che “nel precisare il numero delle ricette richieste per ottenere il farmaco, a fronte delle preoccupazioni del medico circa le possibili verifiche sull’esenzione dal ticket, risponde: Tanto paga lo Stato”.

In un’altra intercettazione si sente “una farmacista che invoglia l’indagato a ottenere ulteriori prescrizioni abusive, in modo da dispensare più confezioni del farmaco oppioide”.