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Scienza e Ambiente

Sperimentazione di un nuovo farmaco in Catalunya: i test partono ad aprile

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nuovo farmaco

Anche la Catalunya dà il via alla sperimentazione di un nuovo farmaco contro il coronavirus, con test programmati già ad aprile.

I primi trattamenti inizieranno a essere testati su colture cellulari nel mese di aprile, dopodiché si passerà alle fasi successive.

Il nuovo farmaco verrà sviluppato grazie a un consorzio di tre istituzioni scientifiche, supportate dalla multinazionale farmaceutica Grifols.

Esse sono l’Istituto IrsiCaixa, il CRESA (Centre de Ricerca en Sanitat Animal) e il BSC (Barcelona Supercomputing Centre).

Il nuovo farmaco cercherà di impedire che il coronavirus virus entri nelle cellule che vuole infettare

La strategia terapeutica consiste nel creare un anticorpo che blocchi il virus prima che possa infettare le cellule dell’organismo.

Alfonso Valencia, responsabile del dipartimento di Scienze Biologiche della BSC, spiega il progetto.

“Non iniziamo da zero. Durante l’epidemia di Ebola in Africa sviluppammo metodi computazionali per arrivare a terapie a partire dalle informazioni del genoma del virus”.

“Alla fine, l’epidemia si risolse prima che potessimo arrivare a testare il tutto. Adesso possiamo riprovarci”.

“Abbiamo il genoma del nuovo Coronavirus dal 10 gennaio: riteniamo sia il momento di sfruttare il lavoro svolto in passato”.

Il metodo rivela qual è la struttura tridimensionale della proteina che il virus usa per unirsi alle cellule che vuole infettare.

Da lì si parte per creare un anticorpo efficace per bloccare l’ingresso del virus nelle cellule dell’organismo.

È urgente arrivare a un farmaco che blocchi l’infezione. In seguito vorremmo concentrarci sulla realizzazione di un vaccino“.

Già molti Stati stanno infatti studiando e testando possibili vaccini, anche se le tempistiche sembrano lunghe.

In Italia l’azienda Takis ha appena dato il via alla sperimentazione pre-clinica sugli animali: se tutto va bene, in autunno partiranno i test sull’uomo.

Negli USA invece è già partita la fase successiva: a Seattle il vaccino è stato iniettato su un volontario. Ci vorranno 18 mesi per avere i primi risultati.