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Tempio crematorio di Biella: intervista a Rinaldi (M5s) e al sindaco della Lega

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Tempio crematorio

A seguito del servizio delle “Iene”, la vicenda del Tempio crematorio di Biella ha suscitato reazioni sdegnate fra i cittadini e diversi esponenti politici.

L’avvocato Giovanni Rinaldi, in corsa per la carica di sindaco con il M5S lo scorso maggio, è intervenuto con alcuni post su Facebook: “Ci sono i presupposti per togliere la concessione senza subire ripercussioni: perché il sindaco non lo fa?

Lo abbiamo contattato. “Mi ero reso conto che qualcosa non andava già nel 2018, quando la Socrebi chiese un’altra linea del forno crematorio: contestai il tutto in consiglio comunale“.

Infatti, dal documento ASL, risultavano cremati nel 2017 ben 3520 corpi: impossibile rispettare i tempi della procedura, che richiede minimo tre ore.

I dubbi di Rinaldi

Il legale spiega: “Se analizziamo il contratto, il capitolato, l’assicurazione e le regole che la Socrebi doveva rispettare, la società si è dimostrata inadempiente“.

Riguardo al fatto delle penali che il Comune potrebbe dover pagare alla Socrebi, precisa: “Il contratto non prevede nessuna penale, quindi la società potrebbe richiedere i danni in funzione al danno presunto sui mancati guadagni“.

Al momento però il Tempio crematorio è fermo, quindi non ha utili: “Chi sta subendo un danno in realtà è il Comune di Biella, che non riceve le quote dovute“.

Per questo, prosegue Rinaldi, se la Socrebi dovesse avanzare pretese non potrebbe richiedere praticamente nulla in quanto non sta fatturando.

La procedura per la revoca delle concessioni è stata attivata dalla precedente amministrazione, ma a seguito delle elezioni non è stata portata avanti.

Secondo Rinaldi il primo cittadino, per tutelare la cittadinanza, dovrebbe redigere un esposto alla Procura per contestare i reati penali commessi da Socrebi.

A mio avviso questa amministrazione sta temporeggiando, non toglierà la concessione. Perché non insistere affinché non si apra un’indagine per la violazione della legge 231/2001?

Rinaldi conclude con una domanda: “Al fine di eliminare dubbi, vogliamo rassicurare la Città, confermando che in caso di processo il Comune di Biella si costituirà parte civile e non ci saranno accordi transattivi/risarcitori utilizzabili dagli imputati per ottenere poi sconti di pena?“.

Il sindaco Corradino: “Faremo di tutto per togliere a Socrebi la gestione del Tempio crematorio“.

Abbiamo dato possibilità di replica al sindaco Claudio Corradino, eletto lo scorso giugno, che ha commentato le affermazioni così: “L’avvocato Rinaldi si sbaglia, stiamo agendo nel modo corretto“.

La questione è molto delicata: “Abbiamo deciso di chiedere un parere a tre studi legali, due ci sono già arrivati e siamo in attesa del terzo“.

Appena avremo tutti i pareri legali io, il segretario e la Giunta arriveremo a una determinazione di intenti e faremo ciò che va fatto“.

E prosegue: “Agiremo in modo che la società sia totalmente tolta dal controllo della famiglia Ravetti, ma lo faremo in forza di legge quindi correttamente“.

Corradino precisa: “Invieremo una lettera a Socrebi, dal ricevimento avranno 90 giorni di tempo per fare determinate cose“.

C’è la possibilità che i Ravetti vendano la società: “Io come primo cittadino non posso obbligarli, si configurerebbe come turbativa d’asta“.

È fondamentale che il Tempio riparta il più in fretta possibile, perché è un servizio necessario per la cittadinanza biellese. Stiamo lavorando con impegno“.

Alla domanda se il comune si costituirà parte civile al processo, Corradino risponde: “È probabile, c’è un danno di immagine. Non faremo nessuno sconto a questi personaggi“.