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Tiziana Alterio: “Ci chiamano no mask i giornali di chi produce mascherine”

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Tiziana Alterio, una delle organizzatrici della Marcia della Liberazione, ha spiegato ai microfoni di Radio Radio le motivazioni della manifestazione definita dai giornali “no mask”.

Sabato scorso si è svolta a Roma la Marcia della Liberazione, una manifestazione pacifica contro le misure economiche adottate dal governo.

Tra gli organizzatori c’era anche la giornalista e scrittrice Tiziana Alterio, intervistata ieri mattina negli studi di Radio Radio.

Parlando della manifestazione ha precisato che nella stessa giornata era stata organizzata anche un’altra manifestazione da Forza Nuova in Piazza Bocca della Verità.

Tiziana Alterio: “Eravamo in 10 mila”

Secondo l’organizzatrice questa distinzione è stata volutamente tralasciata dai media italiani, con l’intento di creare una confusione e far desistere le persone più moderate.

Al termine dell’evento le agenzie hanno parlato di una partecipazione di circa 700 persone.

Qualcuno ha detto anche duemila ma, dalle immagini riprese dai telefonini, appare del tutto evidente che le persone presenti in piazza San Giovanni erano molte di più: diecimila secondo l’organizzatrice.

“Siamo in una situazione in cui c’è la percezione e la realtà dei fatti” ha detto l’Alterio. “Non solo i numeri che sono stati dati erano ridicoli rispetto alla realtà, ma la cosa più inquietante è che tutti i giornali ci hanno additati come negazionisti, fascisti e no mask”.

Invece sul palco si è parlato di sovranità, di lavoro, di scuola e dell’uso politico della pandemia.

“Abbiamo portato in piazza il tessuto produttivo del Paese – ha continuato Tiziana Alterio – hanno parlato le partite iva, gli artigiani, i rappresentanti del mondo della scuola. Abbiamo portato tutto fuorché il problema delle mascherine”.

“Giornalisti venuti apposta per provocare la piazza”

La scrittrice ha fatto presente che durante la manifestazione più volte dal palco è stato detto di rispettare il distanziamento e di indossare la mascherina.

“Lo abbiamo dovuto fare altrimenti la manifestazione sarebbe stata sciolta e non potevamo portare in piazza i temi che a noi erano cari”.

A proposito dei “professionisti dell’informazione”, l’Alterio ha detto che non è stato riportato un solo intervento di tutti quelli fatti dal palco. I suoi colleghi, anziché fare informazione, sarebbero andati apposta per provocare la piazza.

“Questo è vergognoso ma non mi meraviglia. Se la maggior parte delle nostre testate giornalistiche fanno capo a uno stesso padrone, che è John Elkann, che produce le mascherine, non dobbiamo meravigliarci se ci additano come manifestazione no mask”. Foto: YouTube