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Tratta di esseri umani: “compravano” donne bulgare a 6.000 euro – VIDEO

Bokluk” ossia spazzatura in bulgaro, così i criminali responsabili di una tratta di esseri umani chiamavano le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi.

Ogni donna “comprata” in patria costava all’organizzazione criminale poco più di 6mila euro e, una volta in Italia, la giovane era costretta a prostituirsi.

Per questo nove persone sono finite in manette a conclusione dell’inchiesta, partita nel 2020, e svolta dalla Squadra mobile di Catania.

Gli inquirenti hanno denominato L’operazione proprio “bokluk”. L’indagine è partita in seguito alla segnalazione ricevuta da due cittadine bulgare che “denunciavano” una terza donna straniera. Le due, prostitute, lamentavano il mancato pagamento dell’affitto della “postazione” dove si prostituiva anche la terza donna.

Tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù sono le accuse

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Gli indagati sono accusati dei reati di tratta di persone, riduzione in schiavitù, associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, aggravati, tra l’altro, dalla transnazionalità.

Le indagini hanno dimostrato che le ragazze arrivavano in Italia dopo esser state “acquistate” in Bulgaria, venivano collocate in abitazioni fatiscenti, nutrite con pochissimo cibo e di scarsa qualità, vessate con violenze fisiche e psicologiche e destinate alla strada.

Tra queste donne anche una giovane disabile, costretta a prostituirsi sotto il costante controllo dei componenti del gruppo, capeggiato da una coppia.

Nonostante le sue condizioni di estrema vulnerabilità, la donna era obbligata anche a occuparsi di cucinare e pulire la casa dei due criminali. L’attività delle giovani garantiva all’organizzazione circa 1.400 euro a settimana.