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Tribunale di Roma nega il rinvio dell’udienza ad avvocatessa in maternità

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Suscita perplessità la decisione del Tribunale di Roma, che non ha concesso il rinvio di un’udienza nonostante l’avvocatessa sia al termine della gravidanza.

Riemerge ancora il problema della maternità non tutelata, stavolta proprio da chi dovrebbe far rispettare la legge nelle sedi competenti.

A sollevare la questione è l’Ordine degli Avvocati di Roma, nell’estratto del verbale del 14 marzo 2019, il quale chiarisce come siano andate le cose.

“Il Presidente Galletti riferisce di avere appreso che alla collega (omissis), nell’ambito del procedimento civile per la separazione dei coniugi pendente dinanzi al Tribunale di Roma, Sezione Prima, con RG (omissis), è stato negato il differimento dell’udienza del 16.4.2019, nonostante lo stato di gravidanza (con data presunta del parto al 17.4.2019) rappresentato e documentato nell’istanza depositata il 5.3.2019”.

Niente rinvio per maternità, ma per altri motivi sì

Il Tribunale rinviò l’udienza per motivi organizzativi, ora rifiuta il differimento non tutelando la maternità.

Sempre nell’estratto del verbale si evidenzia che l’udienza era prevista ad ottobre, ma era stata spostata per questioni organizzative del tribunale.

Quindi le esigenze dei giudici vengono tenute in considerazione, mentre i diritti delle donne incinte non sono ritenuti altrettanto importanti.

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Questa decisione del Tribunale inoltre si pone in aperta violazione con ciò che è stato deciso dalla legge di bilancio del 2018 (art. 1 co. 465, 466 L.27 dicembre 2017, n. 205).

Tale normativa ha disciplinato la possibilità per gli avvocati in stato di gravidanza di chiedere rinvii di udienza e ricorrenza di termini se la gestante si trova fra ottavo e nono mese.

Dietro front del Tribunale: udienza rinviata. Dopo le rimostranze dell’Ordine degli Avvocati, il Tribunale ha ripreso in considerazione la richiesta di rinvio decidendo di spostare la data dell’udienza.

Il Presidente Antonino Galletti infatti aveva chiesto ai Consiglieri di mettersi a disposizione per sostituire la collega assente, in modo da tutelarla.

Inoltre aveva paventato la possibilità di convocare un consiglio straordinario in adunanza pubblica presso la sala avvocati del Tribunale civile di Roma per il 16 aprile.

Resta comunque il fatto che un Tribunale italiano non si è attenuto alla legge sulla tutela delle gestanti di libera professione, aprendo un paradosso alquanto grave.