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Unplanned, il film censurato negli USA, ha già fatto dimettere 100 operatori

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Unplanned

Sono quasi 100, esattamente 94, gli operatori sanitari della famigerata clinica abortista Planned Parenthood che hanno deciso di dimettersi dopo aver visto Unplanned.

Si tratta di un contestatissimo film pro-life, distribuito negli Stati Uniti dalla casa cinematografica Pure Flix (la stessa di God’s not dead), lo scorso 29/03/2019.

A dare la notizia il regista Chuck Konzelman, durante una testimonianza al Senate Judiciary Committee: “L’1% degli operatori abortisti ha deciso di cambiare vita e lavoro”.

Nella stessa occasione Konzelman ha anche denunciato un’immotivata censura da parte di Twitter. Il social-media ha infatti chiuso l’account promozionale della pellicola, proprio nel weekend di lancio.

Unplanned tra contestazioni e successi

L’incredibile forza di Unplanned risiede nella sua trama. Il film non fa altro che narrare la vera storia di Abby Johnson, direttrice di una clinica Planned Parenthood.

Pur guidando la struttura abortista, la dirigente non ha mai presenziato a un’interruzione di gravidanza fino a quando un giorno viene chiamata ad assistere a un aborto per ultrasuono.

Ma dopo aver visto il feto di tredici settimane contorcersi, tentare invano di sfuggire agli attrezzi dei chirurghi ed essere aspirato lasciando un grembo vuoto, Abby scappa via in lacrime.

Lo spettacolo macabro la porta a dimettersi e a rivolgersi all’associazione internazionale pro-vita “40 Days for Life” che le offre assistenza nei processi giudiziari in cui la trascina PP.

A motivo delle sue tematiche scottanti, oltre alle censure dei social, la maggior parte dei canali televisivi statunitensi ha rifiutato di mandare in onda la pubblicità del film.

Nonostante ciò Unplanned al suo debutto ha incassato ben 6,4 milioni di $ superando le proiezioni del botteghino e finendo al 4° posto al box office.

Ashley Bratcher, l’attrice protagonista che ha interpretato Abby, ha dichiarato in un tweet di ricevere ogni giorno messaggi di persone le cui vite (e menti) sono cambiate dopo la visione del film.

“Dopo le ultime leggi pro-aborto” – ha dichiarato il regista – “non ci aspettavamo tali sviluppi”. Vedremo quindi cosa accadrà quando il film arriverà nelle sale europee. Censori “democratici” permettendo.