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Venti medici rischiano la radiazione: la fine di chi non si china a Big pharma

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Venti medici rischiano la radiazione dopo che i loro Ordini di appartenenza hanno inviato una notifica con l’espulsione dall’albo professionale: l’accusa è reato d’opinione.

Fa molto pensare il fatto che nessuna testata nazionale abbia affrontato questo tema se non La Verità e Il Manifesto.

La vicenda è senza precedenti. La radiazione di un dottore dal proprio albo professionale è la massima pena che può infliggere l’Ordine.

Ma questi venti medici non hanno commesso errori in sala operatoria e neanche hanno tradito il giuramento d’Ippocrate.

L’unica loro colpa è aver esternato un’opinione critica sull’obbligatorietà dei vaccini stabilita dalla Legge Lorenzin nel 2017. Molti dei medici coinvolti hanno decenni di esperienza; alcuni sono già in pensione.

Li hanno definiti no vax eppure avevano solo espresso la contrarietà all’obbligo di un trattamento sanitario e l’importanza di informare il proprio assistito sui pro e i contro delle vaccinazioni. Tuttavia le loro idee sono state reputate antiscientifiche dagli Ordini.

I venti medici hanno fatto ricorso alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (Ceeps). Il ricorso ha sospeso la radiazione e ha permesso ai medici di esercitare ancora la professione fino alla sentenza. L’ultima udienza del processo si terrà il 28 ottobre.

Tra questi anche il dottor Miedico, ottant’anni, che ha dichiarato a La Verità: «Se sarà confermata la radiazione non potrò più esercitare finché non si pronuncerà la Cassazione dove io farò sicuramente ricorso».

Il sostegno dei colleghi ai venti medici che rischiano la radiazione

Qualche giorno fa il dottor Luca Speciani, presidente di Ampas, un’associazione di oltre 800 medici, ha espresso solidarietà per i medici a processo.

Ha scritto: «Le “radiazioni d’opinione”, vero e proprio simbolo di dittatura, non ci troveranno mai silenti né consenzienti. Perché un medico che non può esprimere il suo parere scientifico, giusto o sbagliato che sia, non è più un medico. La medicina, come la scienza, è confronto continuo di idee, è critica e crescita, è dubbio e proposta. Il resto è regime».

Parole forti accompagnate da una critica nei confronti di «medici corrotti e virologi da salotto che ogni sera ci ammanniscono le loro verità stipendiate dalle multinazionali del farmaco».

Nella terza e ultima udienza conosceremo il destino dei venti medici e sapremo se il Ceeps confermerà o meno la radiazione già notificata dai vari Ordini.