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Virus cinese: l’Oms mette in guardia gli ospedali di tutto il mondo

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Dopo la Thailandia, anche il Giappone registra il primo caso di contagio del misterioso virus cinese che si è diffuso nella città di Wuhan.

Un misterioso virus ha colpito la città di Wuhan, in Cina, a fine dicembre. Per adesso i casi accertati sono 41 e di questi sei sono in gravi condizioni, sette sono guariti e uno è deceduto.

Xu, direttore dello State Key Laboratory, con sede a Pechino, che si è dedicato alla mappatura del genoma del virus, ha dichiarato: «È simile ad alcuni noti virus dei pipistrelli. Ma non è vicino alla SARS e nemmeno alla MERS».

Il virus cinese sembrava legato a un mercato ittico di Wuhan, collegato ai pazienti. È stato chiuso in seguito all’aumento dei contagi perché si presumeva che il virus fosse trasmesso dagli animali.

Ma dopo il caso rilevato in Thailandia, anche le autorità giapponesi hanno confermato nel loro Paese il primo caso di infezione causato dal coronavirus.

Il paziente giapponese aveva appena fatto ritorno da un viaggio nella città cinese di Wuhan. Ha già superato la malattia.

I due casi riscontrati fuori dai confini cinesi però hanno fatto fare all’Oms un passo indietro rispetto alle precedenti dichiarazioni sul modo di trasmissione del virus cinese.

I due pazienti infatti non hanno avuto nessuna esposizione al mercato alimentare di Wuhan. C’è motivo di credere quindi che il virus possa essere trasmesso anche tra esseri umani.

Virus cinese, Oms: «Ci prepariamo per ipotetiche infezioni di massa»

I sintomi del nuovo virus cinese sono simili a quelli di un raffreddore ma possono essere accompagnati da febbre, affaticamento, tosse secca e dispnea.

Il portavoce dell’OMS Tarik Jasarevic ha spiegato che i laboratori che si sono occupati di mappare il genoma del coronavirus, hanno fornito i risultati alla comunità sanitaria globale, per aiutare a diagnosticare possibili casi al di fuori della Cina.

Il direttore del dipartimento delle malattie emergenti dell’OMS, Maria Van Kerkhove, ha dichiarato: «Ci stiamo preparando per ipotetiche infezioni di massa, quindi sono state prese misure di prevenzione e controllo delle infezioni in modo che gli ospedali di tutto il mondo applichino le consuete precauzioni».